Migranti, bimba di 10 anni annega nel fiume in piena: strappata dalle mani della mamma

La famiglia fa parte delle decine di migliaia di migranti bloccati nel corridoio balcanico

Sabato 11 Dicembre 2021
Migranti, bimba di 10 anni annega nel fiume in piena strappata dalle mani della mamma in Croazia

Ha cercato di stringerle la mano per impedire alla corrente di trascinarla via, ma la madre non aveva più forze in quelle acque gelide al confine fra la Croazia e la Slovenia. E nel buio della notte la figlia di 10 anni è scomparsa nel fiume Dragogna, nella penisola dell'Istria. Un'altra tragedia delle migrazioni nel corridoio balcanico. La mamma vedeva ormai vicino la fine del viaggio verso l'Europa. Ma prima la la madre e i suoi figli dovevano affrontare la piena del fiume che divide Croazia e Slovenia, l'ultima tappa del loro disperato cammino iniziato dalla Turchia.

 

I primi due, il maggiore di 18 anni e il più piccolo di 5, riescono ad attraversare il corso d'acqua a un ventina di chilometri a sud di Capodistria. Un nipote di 13 anni aspetta ancora sul versante croato, quando la donna 47enne e la bambina di 10 anni vengono travolte dalla corrente troppo forte. Mentre la madre resta aggrappata come può al tronco di un albero nel letto del fiume, la bimba, che secondo le prime ricostruzioni era aggrappata alle sue spalle, viene trascinata via. L'intervento dei primi soccorritori - un poliziotto croato e uno sloveno, insieme a un abitante dela zona - intorno alle 20 di ieri riesce a mettere in salvo la donna, portata poi in ospedale in «cattive condizioni fisiche» con rischio di ipotermia e in stato di shock; ma della piccola, che secondo le autorità sarebbe disabile, non ci sono più tracce.

 

Le operazioni di ricerca, iniziate nella notte, sono proseguite anche oggi con la mobilitazione di una quarantina di membri delle forze di polizia locali e di squadre di sommozzatori croati e sloveni, ma con il passare delle ore le speranze di ritrovare viva la piccola si fanno sempre più flebili. Per pattugliare la zona, hanno spiegato le autorità locali, sono stati impiegati anche droni.

 

Migliaia di migranti sono bloccati da mesi lungo la rotta balcanica, raggiunta dal Mediterraneo orientale, e spesso rimangono accampati in tende di fortuna e case abbandonate, in una regione dove le condizioni meteo sono particolarmente rigide. Nelle stesse ore la notizia di un altro dramma di migranti giunge dall'altra parte del mondo: almeno 54 persone, per lo più cittadini del Guatemala, hanno perso la vita in un incidente stradale avvenuto ieri nello Stato messicano del Chiapas, mentre altri 105 sono rimasti feriti.

 

In base alla ricostruzione dell'accaduto fornita dalla tv locale Milenio, l'autocarro a bordo del quale viaggiavano a circa 100 chilometri all'ora ha prima colpito un muro stradale di contenimento e poi si è schiantato contro un ponte pedonale. L'autista del mezzo si è subito dato alla fuga. I presidenti di Messico e Guatemala, Andrés Manuel Lpez Obrador e Alejandro Giammattei, hanno manifestato il loro profondo cordoglio per l'accaduto, promettendo assistenza ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime.

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