Babysitter tortura il figlio di 18 mesi della sua migliore amica: «Per mesi lo ha trattato come un prigioniero»

Lunedì 19 Ottobre 2020 di Alessia Strinati

Torturava il figlio della sua migliore amica mentre lei era a lavoro. Gulmira Lukyanova, 25 anni, avrebbe regolarmente torturato Maksim Pisarev, 18 mesi, il figlio di una sua cara amica che le veniva affidato perché la mamma doveva andare a lavoro, poi scattava delle foto che inviava ad altre persone.

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La giovane, restando sola nella casa del piccolo a Koyanbay, nella Russia centro-meridionale, approfittava per torurare il piccolo. Il bambino veniva legato, picchiato, immobilizzato sul pavimento. Sul corpicino del bambino sono stati trovati lividi ed escoriazioni riconducibili proprio alle torture della 25enne. Per giustificare all'amica i segni delle violenze inventava moltissime scuse, poi un giorno però la mamma ha notato un livido sul volto e non ha creduto alla babysitter che ha detto che era solo caduto.

La madre è andata alla polizia e ha denunciato il fatto alla polizia. Gli agenti hanno interrogato la donna che alla fine ha ceduto raccontando tutto quello che aveva fatto al bambino. Per mesi ha ammesso di averlo torturato, di averlo trattato come un prigioniero. L'amica è rimasta sotto choc. La donna si fidava ciecamente della 25enne, avendo tre figli ed essendo incinta del quarto, aveva bisogno di qualcuno che le desse una mano durante l'orario di lavoro e aveva pensato di trovare in Lukyanova un valido aiuto. Ora la 25enne è stata arrestata e rischia una condanna fino a 7 anni di carcere. 

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