Aggredito fuori dalla sinagoga: 26enne ebreo colpito in faccia con una vanga da coetaneo neonazista

Martedì 6 Ottobre 2020 di Nico Riva

Un giovane 26enne ha vissuto una terribile esperienza domenica 4 ottobre. Stava entrando in sinagoga, ad Amburgo, quando un uomo di poco più grande (29 anni) lo ha aggredito senza alcun motivo. Anzi, un motivo nella sua testa lo aveva, ma è agghiacciante. Come ha ben spiegato su Twitter il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas: «Questo non è un caso isolato. Questo è ripugnante antisemitismo e dobbiamo tutti opporci ad esso». 

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Il giovane 26enne, con in testa il suo tipico copricapo ebreo (la kippah), stava per entrare nella sinagoga di Amburgo, quando improvvisamente un ragazzo di 29 anni è sbucato dal nulla, armato di vanga, e ha cominciato a colpirlo violentemente. Fortunatamente, l'intervento della polizia ha evitato la morte del giovane ed ha portato all'arresto dell'aggressore. Il 29enne antisemita, tedesco originario del Kazakistan, indossava un abbigliamento militare. In una tasca, aveva un foglio di carta con sopra disegnata una svastica. Non sono ancora state rese pubbliche le sue generalità, ma la polizia tedesca ha fatto sapere che l'aggressore, durante l'interrogatorio, era in stato confusionale. 

«Attaccare uno studente ebreo fuori da una sinagoga si può classificare solo come antisemitismo. Il fatto che gli ebrei stiano diventando sempre più spesso bersaglio di odio non deve lasciare indifferente nessuno in uno Stato come la Germania», ha dichiarato Josef Schuster, capo del Consiglio Centrale degli Ebrei in Germania.
Secondo quanto riporta il Daily Telegraph, nel 2019 le autorità tedesche hanno registrato una media di 5 attacchi antisemiti al giorno in tutta la Germania. Fra questi, si includono non solo attacchi fisici, ma anche danni alle proprietà, minacce e atti di propaganda nazista. 

L'attacco estremista ha suscitato scalpore anche perché arriva a quasi un anno dalla simile tragedia di Halle. L'8 ottobre del 2019, un 27enne suprematista bianco uccise due persone fuori da una sinagoga, riprendendosi per mezz'ora e affermando che «gli Ebrei son la radice di tutti i mali». 
 

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