L'intervento/Misure concrete dal decreto Aiuti bis, ora un agenda sociale per le fasce deboli

Misure concrete dal decreto Aiuti bis, ora un’agenda sociale per le fasce deboli

di Luigi Sbarra*
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Sabato 6 Agosto 2022, 00:11 - Ultimo aggiornamento: 00:49

Un pacchetto di misure doverose e urgenti, molte delle quali vanno nella giusta direzione, anche se non ancora sufficienti per arginare gli effetti dell’inflazione sulle fasce più deboli della società. Ora che il secondo “decreto aiuti” è diventato legge, bisogna continuare a costruire coesione per dare solido sostegno a lavoratori, famiglie e pensionati stretti nella morsa del rincaro di prezzi e tariffe. Le misure approvate dal Consiglio dei ministri sono in linea con quanto negoziato nell’incontro del 27 luglio con il sindacato e tracciano il perimetro di un’azione concreta, apprezzabile anche alla luce dell’agibilità limitata di un governo dimissionario.


Come richiesto dalla Cisl, si confermano gli sgravi sui carburanti e gli sconti in bolletta per i redditi bassi, si estende il bonus di 200 euro alle categorie ingiustamente escluse dal precedente decreto e si rafforza l’intervento di decontribuzione sul lavoro dipendente da luglio a dicembre portandolo all’1,2 per cento, che si aggiunge allo 0,8 già previsto nella scorsa legge di Bilancio per i redditi fino a 35 mila euro.


Altrettanto rilevante è l’anticipazione del 2% sulla rivalutazione delle pensioni per l’ultimo trimestre e l’aumento della detassazione sui fringe benefit da 258 a 600 euro, una misura fortemente voluta dalla Cisl, capace di promuovere i rinnovi contrattuali e di stimolare consumi e crescita. Non ci piacciono invece i criteri di selezione dei nuovi “docenti esperti”, che mortificano gravemente la contrattazione. Occorre alzare le retribuzioni per tutti gli operatori della scuola ed assicurare le risorse necessarie per rinnovare il contratto. Gli obiettivi raggiunti vanno ora consolidati e migliorati nell’iter di conversione del decreto o con un nuovo provvedimento. Si tratta di allargare la platea dei beneficiari degli sconti in bolletta incrementando da 12 mila a 15 mila euro la soglia Isee fissata per gli sgravi e di detassare gli incrementi economici derivanti dalla contrattazione di secondo livello.


Chiediamo inoltre di permettere l’acquisto in esenzione Iva di beni essenziali e di largo consumo per le famiglie con reddito basso attivando una card e di controllare e calmierare prezzi e tariffe. Le risorse vanno trovate nell’incremento del prelievo sugli extraprofitti delle multinazionali energetiche e dei colossi della logistica e dell’economia digitale. Va poi messa in conto la possibilità di realizzare un ragionevole scostamento di bilancio per liberare nuove dotazioni finanziarie da orientare a forti sostegni e protezioni sociali verso le persone in difficoltà. Ci aspettano mesi molto complicati. Per questo tutte le forze politiche che si apprestano alla sfida elettorale dovranno prendere a riferimento una “agenda sociale” di impegni credibili se vogliamo davvero migliorare la fase di crescita del Paese. 


Dobbiamo rilanciare le retribuzioni, controllare in maniera efficace prezzi e tariffe pubbliche, cambiare strutturalmente il sistema fiscale, tagliando le tasse e redistribuendo in maniera più equa il carico dell’Irpef ed alzando l’azione di contrasto all’evasione. Va costruita una nuova previdenza più inclusiva, flessibile e sostenibile che assicuri una terza età dignitosa a tutti, a partire da giovani e donne. E poi c’è la sfida degli investimenti su formazione, occupabilità, politiche attive, nuove strategie industriali, energetiche, ambientali, dei servizi per salvaguardare produzioni e posti di lavoro. 


Occorre affrontare in maniera decisiva il tema del Mezzogiorno, che ha visto aumentare il suo divario sociale ed economico con il resto del Paese, sciogliere i nodi decisivi degli interventi infrastrutturali del sistema dei trasporti, dei rigassificatori, degli impianti di estrazione, delle opere pubbliche bloccate dai troppi “no” ideologici. Di questo speriamo che parlino le forze politiche in questa campagna elettorale. Senza demagogia e populismi, senza ricette velleitarie ma con un approccio responsabile, pragmatico e concreto che guardi al bene comune.

 
* Segretario Generale Cisl 
 

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