Tari, aumenti della tassa sui rifiuti da Nord a Sud: ecco dove si pagherà di più

In soli cinque anni il prelievo a livello nazionale è cresciuto del 6,7 per cento

Tari, aumenti della tassa sui rifiuti da Nord a Sud: ecco dove si pagherà di più
Tari, aumenti della tassa sui rifiuti da Nord a Sud: ecco dove si pagherà di più
di Francesco Bisozzi
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Domenica 7 Maggio 2023, 00:06 - Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 08:46

Aumenta la Tari 2023. Sono sempre più numerosi i Comuni che stanno rivedendo al rialzo le tariffe per la raccolta dei rifiuti: da Torino a Perugia, da Padova ad Ancona. A Napoli la stangata è già stata annunciata: la Tari aumenterà del 20%, una batosta. La buona notizia – ha detto l’assessore al Bilancio del Comune, Pier Paolo Baretta, non senza dare l’impressione di arrampicarsi sugli specchi – è che il rincaro si manifesterà nell’ultima rata, quindi di fatto impatterà sulle finanze delle famiglie nel 2024. Magra consolazione. La tassa sull’immondizia sale pure a Perugia, dove questa settimana la giunta ha deliberato un aumento della Tari del 4,2% per le utenze domestiche e del 4,7% per le utenze non domestiche. Qui il costo del servizio di igiene urbana per i cittadini passerà dai 48,9 milioni di euro del 2022 a 49,9 milioni di euro, un incremento quindi di circa 1 milione di euro.  Poi c’è Torino, dove la giunta comunale ha da poco autorizzato un incremento della Tari dell’1,20%. A Padova la tassa sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti salirà nel 2023 del 3,63% per le utenze domestiche e del 2,89% per le non domestiche, nonostante l’aumento di circa il 7% scattato l’anno scorso.

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LA MOSSA

Il Comune di Ancona si è mosso sulla stessa strada (+0,6% nel 2023). È il Mezzogiorno, comunque, a pagare il conto più salato, spiega Ivana Veronese, Segretaria confederale Uil, che da anni monitora l’andamento delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti. «La Tari», dice, «pesa soprattutto sul bilancio delle famiglie del Centro-Sud, nove delle prime dieci città dove la Tari è più alta sono ubicate in quest’area del Paese». La Tari serve a pagare un servizio che costa inevitabilmente di più laddove è meno efficace ed efficiente. «Quindi al Sud – prosegue la sindacalista – dove in svariati Comuni il ciclo integrato dei rifiuti non è ancora stato completato». Bene Roma, dove nel 2022 le tariffe sono scese del 6,5% per le utenze non domestiche e del 4 per cento per quelle domestiche, è stata recuperata metà dell’evasione fiscale stimata per la Tari, un “tax gap” che altrimenti sarebbe stato riversato quest’anno sulle bollette degli utenti solventi.

Le aliquote quindi potrebbero rimanere ferme, in attesa che arrivi il termovalorizzatore che permetterà, come annunciato dal sindaco Roberto Gualtieri, una riduzione del 20% delle aliquote.

A Milano, invece, le utenze domestiche pagheranno nel 2023 in media il 3,6% in meno dello scorso anno. I nuovi aumenti della tariffa sui rifiuti arrivano dopo un 2022 da incubo che in città come Viterbo, giusto per fare un esempio, ha visto la tassa sull’immondizia crescere di oltre il 10%. I rincari 2023 non risparmiano nemmeno i piccoli Comuni. Un esempio su tanti: a Castel Maggiore, in Emilia Romagna, a due passi da Bologna, è scattato un aumento del 3% dell’aliquota. 

L’ANDAMENTO

Tra il 2017 e il 2021 la tassa sui rifiuti è cresciuta in media del 6,7% a livello nazionale. Così è emerso da uno studio del Servizio lavoro coesione e territorio della Uil, che ha elaborato i costi in 107 città capoluogo di provincia. Più nel dettaglio: in valori assoluti le famiglie italiane hanno versato per la tariffa rifiuti 309 euro in media nel 2021, a fronte dei 305 euro del 2020 e dei 290 euro del 2017. Le città più care? Sul podio troviamo Agrigento (488 euro di spesa a famiglia nel 2021), Crotone (475 euro) e Pisa (473 euro). Altrimenti, se si rivolge lo sguardo alle città metropolitane, il livello di spesa allarma a Reggio Calabria (460 euro a famiglia nel 2021), Napoli (oltre 440 euro) e Bari (circa 413 euro), ma non solo. Spia rossa pure a Roma, dove stando alle stime Uil le famiglie hanno pagato per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti circa 325 euro nel 2021, più che a Palermo (280 euro) e Firenze (240 euro). 

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