Stipendio, tasse giù a fine marzo: ecco come cambia la retribuzione mensile

Sulla retribuzione mensile pesa meno l’Irpef ma sono scomparse le agevolazioni per i figli. Il saldo negativo per molte famiglie è compensato dall’assegno unico, che arriva però sui conti bancari

Lunedì 28 Marzo 2022 di Luca Cifoni
Stipendio, tasse giù a fine marzo: ecco come cambia la retribuzione mensile

Per molti, il colpo d’occhio potrebbe non essere piacevole. Da marzo la retribuzione dei lavoratori dipendenti cambia, per l’effetto contemporaneo di una serie di riforme approvate dal governo. L’impatto complessivo è positivo nella grande maggioranza dei casi, ma solo se si guarda il cedolino dello stipendio insieme all’estratto conto bancario, nel quale dovrebbe risultare l’accredito da parte dell’Inps del nuovo assegno unico e universale. Se invece l’assegno non è ancora arrivato a destinazione (e a maggior ragione se non è stato richiesto) allora per il momento il bilancio risulterà negativo.

 

La riforma

Ma andiamo per ordine. Nel 2022 sono entrate in vigore le nuove aliquote Irpef e le nuove formule per le detrazioni da lavoro, che rappresentano insieme il primo “pezzo” di una più complessiva riforma dell’imposta, attesa con la legge delega di riforma del fisco. Sul tavolo il governo ha comunque già messo a disposizione (a regime) circa 7 miliardi l’anno per alleggerire il prelievo sui contribuenti. Per applicare il nuovo schema a quattro aliquote c’è tempo fino al mese di aprile, ma molti sostituti d’imposta hanno provveduto già dalle mensilità di gennaio o di febbraio. «Si attendevano difficoltà con l’adeguamento dei software, ma nella gran parte dei casi le cose sono andate piuttosto lisce» spiega Giuseppe Buscema della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro. Per chi percepisce un importo mensile lordo (ai fini previdenziali) fino a 2.692 euro scatta anche un’ulteriore piccola novità positiva, la riduzione dei contributi previdenziali pari a 0,8 punti; questa misura vale solo per il 2022.

 

 

I carichi

Le retribuzioni di marzo contengono però altre novità, che saranno notate soprattutto dai lavoratori dipendenti con carichi familiari. «Molti sono abituati a trovare sullo stipendio le detrazioni per figli a carico e gli importi dell’assegno al nucleo familiare, riconosciuti direttamente dal datore di lavoro - spiega ancora Buscema - ma da marzo in poi queste somme, che vanno a incrementare il netto, non ci sono più».
Che cosa è successo? Semplicemente che è entrato in vigore l’assegno unico e universale (Auu). Uno strumento a favore delle famiglie che assorbe altri benefici già esistenti, tra cui appunto le detrazioni per figli a carico e il vecchio assegno al nucleo familiare (Anf), con una dote aggiuntiva di circa 6 miliardi. Il nuovo assegno però non è calcolato in base al reddito dei singoli genitori o della famiglia, ma dipende dall’Isee (indicatore di situazione economica equivalente) che a sua volta tiene conto anche dei risparmi e degli immobili, tra cui la casa di abitazione. Per il grosso dei nuclei familiari questa rivoluzione avrà un effetto positivo, incrementando le risorse disponibili. Ma c’è un punto importante da ricordare: l’Auu va richiesto all’Inps, sul sito o tramite i patronati, ed arriva direttamente sul conto corrente indicato. Quindi gli importi “spariti” dallo stipendio potranno essere ritrovati, spesso anche più abbondanti, in banca. L’Inps dalla metà di questo mese ha iniziato a effettuare i bonifici. C’è ancora tempo fino a fine giugno per fare domanda e ottenere gli arretrati da marzo in poi; dopo questa data gli arretrati saranno persi. Se invece il pagamento dall’Inps non è ancora arrivato, allora - come si vede dalle simulazioni in questa pagina - l’impatto momentaneo sullo stipendio sarà sfavorevole, in particolare per quelli medi (intorno ai 2.500 euro lordi mensili) che sono meno favoriti dal ridisegno delle aliquote Irpef.

 

Ultimo aggiornamento: 29 Marzo, 15:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA