Smart working, fino a quando si potrà lavorare da casa? Le nuove date dopo il decreto Riaperture

Smart working, fino a quando si potrà lavorare da casa? Le nuove date dopo il decreto Riaperture
Smart working, fino a quando si potrà lavorare da casa? Le nuove date dopo il decreto Riaperture
di Francesco Bisozzi
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Venerdì 23 Luglio 2021, 18:17 - Ultimo aggiornamento: 18:20

Di proroga in proroga. L'ultimo decreto Riaperture ha allungato ulteriormente il periodo dello smart working semplificato, nel settore privato come nella Pubblica amministrazione, modalità svincolata dagli accordi individuali con i singoli dipendenti. Durerà fino alla fine dell'anno in corso. Dal momento in cui si è entrati in stato di emergenza per effetto del diffondersi del Covid sono state disposte svariate misure, dalle zone rosse al distanziamento sociale, fino appunto al lavoro agile esteso.

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Smart working, differenze tra privato e pubblico

Cosa cambia con le varianti? Il decreto Riaperture ha consentito il lavoro agile in azienda anche senza un accordo collettivo fino al 31 dicembre del 2021. Questo per quanto riguarda il privato. In pratica, i dipendenti oggi possono lavorare da casa utilizzando le modalità di comunicazione già previste prima del coronavirus, ossia utilizzando la procedura semplificata che era in uso quando la pandemia ancora non era scoppiata. Ciò significa, più nel dettaglio, che non è necessario allegare alla modulistica specifici accordi con il lavoratore. Per la Pubblica amministrazione il meccanismo è leggermente diverso. Se da un lato vale anche nella Pa l’estensione dello smart working semplificato fino al 31 dicembre 2021, dall'altro sono stati introdotti una serie di paletti per disciplinare il lavoro da remoto e arginare il fenomeno delle pratiche-lumaca, andato accentuandosi nel corso della pandemia. In primis le amministrazioni pubbliche sono state chiamate a redigere i cosiddetti Pola, i Piani organizzativi del lavoro agile, che nella sostanza devono individuare le attività che possono essere “smartate” e quelle che invece richiedono obbligatoriamente la presenza in ufficio dello statale. Inoltre, il governo ha stabilito che almeno il 15 per cento degli statali smartabili potrà operare da casa.

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Non è escluso un nuovo rinvio

Inizialmente lo smart working semplificato doveva scadere alla fine di luglio. Adesso, con la variante Delta e il Covid che torna a mettere paura, non è escluso un nuovo rinvio. In fondo grandi multinazionali del calibro di Apple, che aveva previsto di far tornare il personale in ufficio a settembre, stanno pensando di posticipare il rientro del capitale umano. Da noi Confindustria ha proposto di far tornare in fabbrica o alla scrivania solo i vaccinati. La partita resta aperta.

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