Reddito di cittadinanza, in arrivo altri due miliardi (ma i controlli sono a rilento)

Domenica 13 Dicembre 2020 di Francesco Bisozzi
Reddito di cittadinanza, in arrivo altri due miliardi (ma i controlli sono a rilento)

Al ministero dell’Economia si cercano almeno due miliardi di euro per coprire le extra-spese legate all’erogazione del reddito di cittadinanza nel 2021. Da quando è scoppiata la crisi sanitaria ed economica la platea dei beneficiari è cresciuta notevolmente, superando le previsioni del governo. Pesa il flop della misura sul fronte lavorativo: gli inserimenti nel mondo professionale dei percettori attivabili dovevano servire anche a smagrire la platea e a rendere il sostegno sostenibile per le casse dello Stato, ma finora solo una minoranza di sussidiati ha trovato un impiego.

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Non sono stati poi d’aiuto poi i pochi controlli eseguiti finora, che hanno permesso a migliaia di furbetti di prendere la card del reddito di cittadinanza pur non possedendo i requisiti richiesti. L’Inps si prepara ora a mettere in pista controlli incrociati alla fonte, per i quali a ogni modo bisognerà aspettare, bene che va, fino a gennaio. I vertici del M5S a questo punto non escludono nemmeno di rivoluzionare il reddito di cittadinanza e ragionano sulla possibilità di dividere in due il sussidio. I beneficiari che non sono in condizione di lavorare continuerebbero a percepire il reddito di cittadinanza così come lo conosciamo oggi, mentre agli attivabili verrebbe destinato un sussidio differente e importi più bassi rispetto a quelli che ricevono al momento.

LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO

A novembre il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha annunciato che le risorse aggiuntive per il sussidio dei grillini arriveranno dallo scostamento di bilancio di gennaio. Per il reddito di cittadinanza, già costato oltre dieci miliardi di euro da quando ha preso il largo, lo Stato arriverà a spendere nel 2021 circa 7 miliardi, come da previsioni iniziali, ma se la platea dei beneficiari dovesse continuare a crescere al ritmo attuale, allora il prossimo anno la spesa potrebbe andare fuori controllo e superare i 9 miliardi di euro annui, anziché attestarsi sui 7,3 miliardi di euro com’era stato previsto prima del Covid. Nella legge di Bilancio, tuttavia, ci sono nuovi fondi per il reddito di cittadinanza pari a 196 milioni di euro nel 2021, insufficienti a colmare la carenza di risorse che si profila all’orizzonte. Mancano insomma all’appello dai due ai tre miliardi di euro. E se non spunteranno fuori scatteranno a risorse esaurite i tagli alle ricariche. 

Alcune simulazioni del ministero dell’Economia dicono che il numero dei nuclei percettori potrebbe superare quota 1,5 milioni nei prossimi mesi. Il picco più alto per adesso si è registrato a settembre, quando il sussidio ha raggiunto più di 1,3 milioni di famiglie e la spesa mensile sfiorò i 700 milioni di euro mensili. Considerato che l’importo medio erogato è di 514 euro, se le previsioni del Mef dovessero rivelarsi corrette allora l’anno prossimo il costo mensile della misura grillina arriverà presto a toccare gli 800 milioni di euro. Le sospensioni del reddito di cittadinanza per chi conclude il primo ciclo di diciotto mesi, al termine del quale l’erogazione del sussidio si ferma per un mese, aiuteranno solo in parte a tenere bassa la spesa complessiva. Il vero problema è che navigator e centri per l’impiego, complice la crisi innescata dal virus, hanno fallito nella loro missione. Erano meno di duecentomila i beneficiari con un contratto di lavoro attivo alla fine di ottobre, su 1,3 milioni di occupabili.

L’OK DEL GARANTE

Come detto però anche i controlli hanno lasciato fin qui molto a desiderare. A quasi due anni di distanza dal varo del sussidio, l’Inps ha ottenuto l’ok del Garante della privacy per effettuare verifiche più approfondite, incrociando le informazioni contenute nelle banche dati di Regioni, Comuni, Aci, Agenzie delle Entrate, ministero della Giustizia e non solo. L’Inps ha presentato all’Autorità il provvedimento sull’acquisizione dei dati solo il 20 novembre scorso. I controlli a tappeto in ogni caso non partiranno prima di gennaio: dall’istituto di previdenza fanno sapere che si sta lavorando alla stipula di apposite convenzioni con i diversi soggetti pubblici coinvolti nell’operazione e che quella con l’Aci per esempio è in dirittura di arrivo. Mentre per le altre ci vorrà più tempo. 

Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 14:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA