Multe fino a 3mila euro per chi spreca energia, sanzioni in arrivo per i condomini che non abbassano le temperature

Via anche al monitoraggio delle città per individuare le aree che sforano

Multe fino a 3mila euro per chi spreca energia, sanzioni in arrivo per i condomini che non abbassano le temperature
Multe fino a 3mila euro per chi spreca energia, sanzioni in arrivo per i condomini che non abbassano le temperature
di Jacopo Orsini
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Sabato 3 Settembre 2022, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 13:20

Mentre in Europa si lavora per istituire un tetto al prezzo del gas, in Italia il governo mette a punto il piano di risparmi per ridurre i consumi di energia. E si studia come procedere con controlli e sanzioni nelle case. In vista una multa fino a 3 mila euro per i condomini. Protagonista della stretta sarà inevitabilmente il riscaldamento. Termosifoni di abitazioni e uffici dovranno scaldare meno e per un tempo più ridotto. E tutti saranno chiamati ad avere comportamenti più virtuosi per abbassare la bollette del metano e della luce e contribuire a rendere in prospettiva il Paese indipendente dalle forniture russe. 

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I CONTROLLI

La prima fase della strategia del ministero - che riguarda sia il pubblico che il privato - prevede un grado in meno per i termosifoni: in case e uffici il termostato dovrà calare di un grado e fermarsi a 19 gradi (in caso di emergenza più grave si potrebbe anche arrivare a due gradi). Ma ci sarà anche un’ora in meno al giorno da programmare e probabilmente un taglio di 15 giorni per il periodo di accensione. Tanto che il calendario dei riscaldamenti potrebbe slittare a novembre. Grazie alla riduzione delle temperature, secondo il governo, si potranno «conseguire risparmi variabili tra 3 e 6 miliardi di metri cubi di gas in un anno». «È un piano abbastanza sostenibile e leggero, soprattutto dal punto di vista della vita dei cittadini, e a questo si somma il piano industriale che stiamo definendo con Confindustria in modo che per il 15 ottobre il piano integrato di risparmio gas civile e industriale possa essere presentato, come da agenda, alla Commissione europea», ha osservato ieri il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

 

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IL DECRETO

Resta tuttavia il nodo dei controlli. Chi dovrà verificare il rispetto delle nuove regole e a quali sanzioni andrà incontro chi non le rispetterà? Nell’informativa del ministro si dice che ci saranno controlli a campione e un monitoraggio della rete nei punti di prelievo. Un ruolo dovrebbero averlo anche gli amministratori di condominio, che saranno responsabilizzati per contribuire a tenere i caloriferi più bassi. Poi dovrebbero essere le amministrazioni locali a fare le verifiche con modalità ancora da stabilire. 

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Per quanto riguarda le sanzioni, non essendo ancora stato pubblicato il testo del decreto con le nuove disposizioni, dovrebbe arrivare la prossima settimana, con l’aiuto di Confedilizia abbiamo provato a districarci nel ginepraio della normativa e ipotizzato quali potrebbero essere le multe per chi non rispetterà i nuovi limiti. Una ipotesi è di far riferimento al Testo unico sull’edilizia del 2001, dove in riferimento «al risparmio e all’uso razionale dell’energia» si stabiliscono per il mancato rispetto degli obblighi «la sanzione amministrativa non inferiore a 516 euro e non superiore a 2.582 euro». Un’altra strada potrebbe invece portare il ministero della Transizione ecologica a rifarsi a un decreto che recepisce una direttiva europea sull’efficienza energetica nell’edilizia del 2005. In questo caso «il proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne è assunta la responsabilità» che non rispetta gli obblighi per la manutenzione degli impianti termici per la climatizzazione invernale «è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3000 euro». Anche una volta stabilite le sanzioni, resta comunque il problema di chi andrà a controllare nelle case.

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