McDonald's assume: 1.400 i posti di lavoro. E cresce in Italia: l'85% è prodotto nazionale

McDonald's assume: 1.400 i posti di lavoro. E cresce in Italia: l'85% è prodotto nazionale
McDonald's assume: 1.400 i posti di lavoro. E cresce in Italia: l'85% è prodotto nazionale
di Carlo Ottaviano
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Domenica 11 Aprile 2021, 09:15 - Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 09:36

Nel periodo più duro per la ristorazione italiana, c’è chi va in controtendenza e addirittura programma entro fine anno l’apertura di 35 nuovi ristoranti con l’assunzione di 1.400 addetti e altrettanto prevede di fare nel 2022. È la filiale italiana di McDonald’s che nel terribile primo anno del Covid è riuscita a realizzare un + 28% nei 500 store con delivery e + 41% nelle 400 location col servizio drive. «La pandemia – afferma Mario Federico, amministratore delegato di McDonald’s Italia – ovviamente ha impattato sul nostro business, come su tutti. Però non ha modificato i nostri piani, tanto da aprire ristoranti e assumere persone. Negli ultimi mesi ci è capitato più volte perfino in zone rosse». 

GLI EFFETTI
Secondo il report sul valore condiviso redatto dall’Istituto Althesys, ogni euro di fatturato prodotto da McDonald’s ne genera tre sull’intera filiera. Così ai 778,2 milioni di euro prodotti dai 610 ristoranti (57 di proprietà e gli altri in licenza), vanno aggiunti 207,6 milioni di euro di ricadute indirette (prevalentemente i fornitori) e 453,3 milioni di euro di ricadute indotte sull’intera filiera produzione-consumo. I tributi fiscali complessivi dell’ultimo anno sono stati 521milioni (+16,5% rispetto all’anno precedente).

L’acquisto in Italia della materia prima è stato uno degli impegni maggiori di Federico, salernitano di 58 anni, rientrato nel 2016 come ad, dopo aver compiuto un lungo percorso internazionale in McDonald’s. «Oggi – racconta - l’85% dei fornitori ha sede nella penisola. La carne è 100% bovina, proviene da 15.000 allevamenti italiani ed è fornita da Inalca; il pollo, anch’esso 100% italiano, arriva da Amadori; il latte per i gelati da Granarolo; le mele dall’altoatesino Vog; il pane è prodotto in due stabilimenti, uno dei quali a Monterotondo, vicino Roma. Abbiamo altri fornitori su tutto il territorio e a una lunga tradizione di partnership con i consorzi dei prodotti tipici, Dop e Igp». Tradotto in numeri vuol dire 94 mila tonnellate di materie prime agroalimentari italiane all’anno.

GLI IMPEGNI
I dipendenti sono 25 mila con una quota molto alta di giovani (il 50% ha meno di 30 anni e il 32% ancora studia). Il 50% dei manager degli store sono donne (il 62% del totale) e infine il 15% di chi lavora in McDonald’s è straniero. «Sappiamo bene – afferma Federico - che c’è una grande differenza tra essere presenti in una comunità ed essere parte di essa impattando sui territori nei quali operiamo. Vogliamo continuare su questa strada, continuando a investire in Italia per rafforzare ancora di più il nostro legame con il territorio e generare ulteriore valore per le comunità».

Ogni giorno sono circa 1 milione i clienti e ogni anno vengono serviti una media di 250 milioni di panini. Evidenti, quindi, le problematiche legate alla sostenibilità. Se per quanto riguarda le forniture agricole è diventata prassi la certificazione su benessere animale, ambientale ed economico-sociale, più complessa la gestione degli scarti. «Le cannucce ormai le diamo solo a chi le chiede e comunque sono di carta. L’eliminazione della plastica monouso e il maggiore impiego di carta e mater-BI per gli imballaggi dei prodotti ci ha permesso di eliminare quasi mille tonnellate di plastica, 105 tonnellate l’anno solo di cannucce. Nostro obiettivo è inoltre arrivare al 100% della differenziazione dei rifiuti».

L’impegno di McDonald’s nel promuovere l’economia circolare e sostenibile, porterà – grazie a un accordo con Enel - all’installazione entro l’anno di 200 punti di ricarica per vetture elettriche presso 100 ristoranti. Le nuove location - avvalendosi delle competenze dell’agenzia pubblica CasaClima - saranno inoltre realizzate a basso impatto ambientale in termini di materiali, utilizzo di risorse, fonti energetiche. «L’ultimo anno – conclude Federico – ha portato sfide straordinarie a tutti. Anche a noi. Per questo non parliamo solo di hamburger e patatine».

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