Ex Ilva, a rischio 10.777 posti di lavoro a Taranto, Genova, Novi Ligure, Milano, Racconigi Paderno Dugnano, Legnaro e Marghera

Mercoledì 6 Novembre 2019

Ex Ilva: sono 10.777 in totale i dipendenti in Italia coinvolti nella decisione di ArcelorMittal di rinunciare all'acquisizione dello stabilimento. Sono ben 10.351 i lavoratori italiani che precipitano così nell'incertezza: 6.978 gli operai, 2.091 gli impiegati, 1.003 i dipendenti intermedi e 279 tra quadri e dirigenti.

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Altri 426 lavoratori nella procedura fanno capo direttamente alle società del gruppo ArcelorMittal portando così il totale degli operai coinvolti a 7.040. I numeri del gruppo aggiornati al 31 ottobre emergono nella comunicazione formale fatta da ArcelorMittal alle organizzazioni sindacali e alle rsu, nonché per conoscenza alle aziende collegate e al ministero, sulla retrocessione a Ilva dei rispettivi rami d'azienda unitamente al trasferimento di 10.777 dipendenti. La notifica segue l'annuncio lunedì del gruppo franco-indiano di voler cessare il contratto sull'ex Ilva e segna di fatto l'avvio della procedura per il disimpegno.
 

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Gli stabilimenti di ArcelorMittal Italia sono a Taranto (8.277 persone), Genova (1.016), Novi Ligure (681), Milano (123), Racconigi (134), Paderno Dugnano (39), Legnaro (29) e Marghera (52) per un totale appunto di 10.351 dipendenti.

La gran parte degli operai è divisa tra Taranto (5.642), Genova (681) e Novi Ligure (469). Quanto alle società del gruppo si tratta di Amis (64), Am Energy (100), Am Tabular (40), Am Maritime (222). Oltre ai 7.040 operai complessivi ex Ilva interessati dalla lettera di ArcelorMittal sono coinvolti nella cosiddetta retrocessione nel complesso 72 dirigenti, 221 quadri, 2.233 impiegati, 1.007 lavoratori intermedi e 204 «marittimi». In base alle tempistiche previste dalla legge, dalla comunicazione scritta di Arcelor datata 5 novembre, i sindacati hanno sette giorni per chiedere di avviare un esame congiunto dell'operazione.

La consultazione si intende comunque esaurita se entro dieci giorni dall'avvio di tale esame non viene raggiunto un accordo. Mentre già 25 giorni dopo la comunicazione formale ex art. 47 (della legge 428/90) può avvenire il trasferimento vero e proprio. La decisione di ArcelorMittal di lasciare Taranto, secondo la Fim, ha già prodotto la richiesta da parte delle aziende di appalto di cassa integrazione. Potrebbero fermarsi già in prima battuta, secondo il sindacato, altri 4.000 lavoratori. 

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