Fisco, accertamenti al via: in arrivo 15 milioni di atti. E dopo il 30 aprile tocca a 35 milioni di cartelle

Sabato 17 Aprile 2021 di Andrea Bassi
Fisco, accertamenti al via: in arrivo 15 milioni di atti. E dopo il 30 aprile tocca a 35 milioni di cartelle

La macchina del Fisco si è ufficialmente rimessa in moto. Dopo il blocco delle notifiche degli atti dovuti alla pandemia da Covid e alle difficili condizioni economiche delle Partite Iva e delle imprese, in questi giorni dall’Agenzia delle Entrate ha lentamente preso il via la notifica di 15 milioni tra accertamenti, avvisi bonari e lettere di compliance. Il decreto sostegni del governo, infatti, ha lasciato in vita fino alla fine di questo mese solo la sospensione delle cartelle esattoriali (ce ne sono 35 milioni accumulate nei cassetti), ma non ha prorogato gli altri atti fiscali. Qualche giorno fa, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha firmato il provvedimento che “riavvia” la macchina delle notifiche. Che partirà, come si diceva, gradualmente.


I 15 milioni di atti arretrati, maturati durante l’anno della pandemia, saranno “spalmati” su 10 mesi. Verranno spediti cioè, da qui a febbraio del prossimo anno al ritmo di 1,5 milioni ogni 30 giorni. Che si aggiungeranno, ovviamente, a quelli che intanto matureranno. Verrà seguito un ordine cronologico: saranno inviati prima gli atti più vecchi e poi, via via, quelli più recenti.

 
L’ultimo decreto sostegni comunque, dà la possibilità alle imprese e alle Partite Iva in difficoltà, di utilizzare la strada della «definizione agevolata». Le imprese che hanno subito riduzioni del volume d’affari nell’anno 2020 (più del 30%), in conseguenza degli effetti economici derivanti dall’emergenza legata al Covid-19, potranno abbattere gli importi delle sanzioni chieste con gli avvisi bonari dall’Agenzia. Ma la grande incognita resta cosa accadrà dei 35 milioni di cartelle esattoriali dopo il 30 aprile. Il governo, da quanto è possibile ricostruire, non sarebbe intenzionato a prorogare ulteriormente il congelamento della riscossione.

 
LA MACCHINA
Da maggio, insomma, anche la notifica delle cartelle dovrebbe ripartire. Quello su cui si ragiona, anche in questo caso, è un riavvio graduale della macchina (spalmando le notifiche su due anni) e una serie di ulteriori semplificazioni per la rateizzazione delle cartelle sospese durante l’emergenza. Oggi, per chi ha un debito con il Fisco fino a 100 mila euro, è già possibile una rateizzazione “sprint”. Ossia diluire il pagamento fino a 72 rate (6 anni) senza dover produrre prova delle proprie difficoltà economiche. Ed è possibile allungare ulteriormente la rateizzazione fino a 10 anni, quando l’importo della rata è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare, risultante dall’Indicatore della situazione reddituale (Isr) riportato nel modello Isee.

Allo studio ci sarebbero diverse ipotesi, come allungare in automatico fino a 10 anni la rateizzazione, rivedere gli interessi applicati, e aumentare il numero di rate non versate, anche non consecutive (oggi sono 10), consentite prima di perdere il beneficio della rateizzazione. Ma oltre alle decisione del governo, bisognerà tenere d’occhio anche la votazione in Parlamento degli emendamenti al decreto sostegni. In settimana dovrebbero arrivare le proposte di modifica «segnalate» dai partiti politici e sono previsti incontri con il governo per decidere su quali emendamenti approvare e quali respingere. Molte delle proposte si concentreranno proprio sul capitolo fiscale. Forza Italia ha già chiesto di aumentare da 5 mila a 10 mila l’importo massimo delle cartelle da stralciare, allargando anche il periodo dal 2010 al 2015 e il limite di reddito per accedere alla sanatoria da 30 mila a 40 mila euro.


LE TAPPE
Sul tavolo c’è inoltre, una riforma della riscossione. Riforma che è stata inserita dal governo anche all’interno del Documento di economia e finanza. I capisaldi del nuovo sistema saranno un meccanismo automatico di cancellazione dei ruoli, passati cinque anni dall’assegnazione all’Agenzia delle Entrate - Riscossione, e una riforma del finanziamento stesso dell’attività che dovrebbe portare alla scomparsa dell’aggio a carico dei debditori. L’intenzione di fondo è impedire il formarsi di immensi magazzini dei ruoli (ce ne sono per quasi mille miliardi) che poi è quasi impossibile riscuotere. 
 

Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 09:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA