Draghi: l'Italia ha un debito morale nei confronti di giovani e donne

Venerdì 19 Febbraio 2021
(Teleborsa) - di
Dino Sorgonà

In Italia i giovani senza lavoro, under 25, hanno un tasso di disoccupazione al 29,7%, e nella stessa fascia di età gli occupati sono circa la metà dell'area euro. Inoltre sono 2 milioni i ragazzi che non studiano e non lavorano. Per non parlare poi dell'altissima disoccupazione femminile.

Sicuramente Mario Draghi aveva presente questi dati nel suo discorso programmatico al Senato, dove aveva fatto più volte riferimento ai giovani e alla necessità di dare risposte concrete e urgenti.

Il completamento della fiducia, nonostante i tormenti e i rimorsi nel dare il consenso a questo esecutivo da parte di esponenti del Movimento Cinque Stelle, segna l'inizio di una nuova pagina per il Paese. Certamente in cima all'agenda del nuovo esecutivo resta la lotta al Covid accelerando la campagna vaccinale, ma ha spiegato Draghi "la nostra missione di italiani è di consegnare un paese più giusto ai figli e ai nipoti".

Va detto anche che i nostri sistemi di welfare non proteggono bene i ragazzi, infatti hanno minori probabilità quando lavorano, di ricevere un sussidio di disoccupazione, a causa dei brevi e instabili periodi di lavorazione.

Ho detto che tutto questo era presente nel discorso del nuovo Capo di Governo, discorso che per alcuni commentatori, fino ad oggi critici con il passato governo Conte, per la mancanza di un disegno sul futuro del nostro Paese, e che adesso invece criticano Draghi per aver progettato un quadro economico fino al 2050.

Draghi infatti ha sentito fortemente il dovere di dare una risposta al vero debito da onorare: quello tra le generazioni.

Come ha messo in evidenza in un suo editoriale Francesco Riccardi "questo debito che è insieme sociale, ecologico e umano si lega all'attuale stringente presente". In poche parole Draghi nella sua azione di governo, grato dei sacrifici compiuti dalla generazione che lo ha preceduto, sente il dovere di far fruttare quell'eredità per darla ai giovani presenti e futuri. Ricorda che "non basterà elencare progetti che si vogliono completare nei prossimi anni, dovremo dire - aggiunge - dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo per il 2030 e il 2050".

Perno del suo agire, ha più volte ricordato, sarà il Next Generation EU che prevede riforme sostanziali di cui il nostro paese ha necessità da decenni. Riforme come quelle del fisco, della giustizia e della pubblica amministrazione sono determinanti per rilanciare il nostro Paese.

Anche oggi nel suo intervento alla Corte dei Conti, Draghi ritorna sul motivo principale delle scelte strategiche del Governo e parla di investire sul futuro. Il Premier indica la strada "a noi fare le scelte strategiche a chi amministra, eseguirle in maniera efficace ed efficiente e a chi controlla, verificare che le risorse siano impiegate correttamente". Questo è il metodo Draghi che racchiude una veduta lunga del Paese.

Il tema del debito è stato più volte affrontato dal neo Premier e questa volta lo lega a un altro debito, una ragione morale poiché quello che si crea con la pandemia è senza precedenti e dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi giovani.


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