Dpcm, aiuti “automatici” alle imprese: prima rata da 5 miliardi

Lunedì 26 Ottobre 2020 di Luca Cifoni
Dpcm, aiuti “automatici” alle imprese: prima rata da 5 miliardi

 Indennizzi a fondo perduto automatici a partire da metà mese, almeno per le piccole imprese che li avevano già percepiti nel mese di giugno. Poi conferma del credito di imposta per le locazioni, degli aiuti alla filiera alimentare e cancellazione della rata Imu di dicembre. L’intervento del governo si concentra sui settori più colpiti (a partire da bar e ristoranti) e punta ad essere almeno in parte pressoché immediato. Se il decreto vedrà la luce tra oggi e domani, le prime erogazioni a cura dell’Agenzia delle Entrate dovrebbero arrivare intorno al 15 novembre, forse anche l’11. Come sottolineato dallo stesso presidente del Consiglio si tratta di aiuti che arrivano direttamente sul conto corrente delle imprese interessate, con un bonifico disposto dall’Agenzia delle Entrate. Viene replicato lo stesso modello che era stato applicato con successo a giugno, per tutta la platea delle piccole imprese con fatturato fino a cinque milioni di euro.

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Gli importi

L’importo variava, in base proprio all’entità dei ricavi, dal 10 al 20 per cento della riduzione di fatturato, con un minimo fissato a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 per le persone giuridiche. In questo caso però si ragiona su importi superiori, all’incirca di una volta e mezzo. L’erogazione sarà automatica almeno per i soggetti economici che già avevano ricevuto lo stesso ristoro, mentre gli altri e coloro che superano la precedente soglia dei 5 milioni di fatturato dovranno presentare la domanda e avranno quindi tempi un po’ più lunghi. I settori sono quelli più colpiti dalle ultime chiusure a partire dalla ristorazione, ma la platea esatta è ancora in via di definizione: secondo il ministro Gualtieri le imprese interessate saranno oltre 300 mila. Potrebbe essere in parte coinvolto anche il turismo che pure in teoria non è toccato da provvedimenti restrittivi, ma subirà di sicuro un ulteriore calo del giro di affari, viste le altre misure e il clima generale del Paese. Proprio per discutere la portata esatta degli interventi sono in programma nelle prossime ore contatti diretti tra il governo e le categorie interessate; ieri all’ora di pranzo, al termine della conferenza stampa in cui aveva illustrato il Dpcm, Giuseppe Conte aveva già ricevuto una piccola delegazione dei ristoratori che stavano protestando davanti a Montecitorio. Cgil, Cisl e Uil sono stati invece convocati dal premier mercoledì. Il nodo è anche quello delle risorse. Questo provvedimento, che riguarda sostanzialmente due mesi del 2020, dovrebbe avere un valore complessivo di circa 5 miliardi. Al pacchetto per gli aiuti diretti ai settori colpiti dalle chiusure si aggiungono ulteriori 6 settimane di cassa integrazione, che dovrebbero essere sufficienti a raggiungere il traguardo di fine anno: altre 12 settimane verrebbero programmate nella legge di Bilancio. E ci saranno anche altre misure come le indennità per stagionali e lavoratori dello spettacolo e una ulteriore mensilità del Rem, il reddito di emergenza destinato a chi per vari motivi non ha diritto ad altri sussidi.

Il quadro

Questi dunque i contenuti principali del provvedimento in arrivo, che disponendo delle risorse avanzate dai precedenti decreti non dovrebbe richiedere un nuovo scostamento di bilancio per l’anno in corso. Ma il quadro è in continua evoluzione e il rischio è che si scivoli verso uno scenario non troppo diverso da quello del marzo scorso, in cui il governo fu costretto a rivedere più volte intensità e misura degli interventi. Confindustria vede per quest’anno un crollo del Pil tra l’11 e il 12 per cento: potrebbe insomma materializzarsi quello che nella Nota di aggiornamento al Def era definito lo scenario avverso, con una perdita che lo stesso Mef ipotizzava al 10,5 per cento. Il nodo vero però è cosa succederà il prossimo anno, quanto sarà forte l’atteso rimbalzo dell’economia. La legge di Bilancio ha una potenza di fuoco di quasi 40 miliardi, tra maggiore ricorso al deficit e fondi europei. Numeri ragguardevoli, che però potrebbero alla fine risultare non sufficienti.

 

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Dopo le 18 e prima delle 18. Sarà questa la linea rossa che da domani fino al 24 novembre, scandirà le giornate degli italiani. Con il nuovo Dpcm anti-Covid firmato nella notte dal premier Giuseppe Conte infatti, non solo le cose cambieranno radicalmente attorno all'ora dell'aperitivo per locali e clienti, ma bisognerà anche fare attenzione a tutta una nuova serie di limitazioni e ai coprifuoco regionali.


 

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