Decreto rilancio, alle piccole imprese dieci miliardi: sconto per riadattare i locali

Mercoledì 13 Maggio 2020 di Luca Cifoni

Un pacchetto per le piccole imprese che vale circa 10 miliardi di cui 6 sono destinati ai contributi a fondo perduto nel caso in cui queste aziende (con fatturato fino a 5 milioni) abbiano avuto un calo di fatturato. E 2 miliardi destinati all'adattamento dei locali aperti al pubblico, per ripartire dopo l'emergenza, con uno specifico credito di imposta cedibile pari al 60% delle spese sostenute, nel limite di 80 mila euro ad azienda. Questa forma di sostegno si aggiunge al credito di imposta per la sanificazione, che è stato ulteriormente rifinanziato. L'aiuto al mondo produttivo passerà anche attraverso misure fiscali, che comprendono lo spostamento da giugno a settembre della ripresa dei versamenti sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio, un ulteriore congelamento delle cartelle (si arriverà in totale a sospenderne 6 milioni) e l'aumento del limite delle compensazioni dei crediti fiscali fino a 1 milione di euro: quest'ultima misura dovrebbe permettere alle imprese di recuperare liquidità senza particolari formalità. Nel decreto potrebbe entrare anche un pacchetto semplificazione, che era stato originariamente messo a punto per il successivo provvedimento contenente le misure strutturali. In particolare il governo tenterà - una volta per tutte - di dare attuazione al principio del once only, quello per cui la pubblica amministrazione può chiedere dati e certificazioni a cittadini e imprese solo una volta, usando in seguito le informazioni già in proprio possesso. Complessivamente il capitolo sanità e sicurezza vale 5 miliardi (3,5 per la sola sanità). Tra gli interventi più significativi l'assunzione di circa 10 mila infermieri e la predisposizione di 3.500 nuovi posti letto in terapia intensiva e oltre 4.200 in semintensiva.

Povertà - Con il Reddito di emergenza 400-800 euro
Due quote da quattrocento euro, che possono aumentare in base alla composizione del nucleo familiare fino a un massimo di 800 ciascuna. È l'importo del reddito di emergenza (Rem). Spetta ai nuclei familiari che hanno un patrimonio mobiliare non superiore ai 10 mila euro (incrementati di 5.000 per ogni componente aggiuntivo fino ad un massimo di 20 mila euro), un indicatore di situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 15 mila euro e un reddito familiare non superiore all'importo stesso del Rem. Il sussidio è destinato alle persone non raggiunte da altre forme di sostegno e prevede un tetto di spesa fissato a 955 milioni.
    
Domestici - Bonus a colf e badanti non conviventi
Il sussidio destinato ai lavoratori domestici verrà erogato in due rate di 500 euro, relative ai mesi di aprile e maggio. La condizione specificata per fruire del beneficio è che il contratto di lavoro abbia una durata superiore alle 10 ore. Sono esclusi i lavoratori domestici conviventi con il datore di lavoro (che si ritiene non siano stati danneggiati dalla crisi) ed inoltre quelli titolari di reddito di pensione o altro reddito da lavoro dipendente. La richiesta va presentata all'Inps anche tramite gli istituti di patronato. Ci sarà un limite di spesa complessivo, fissato a 460 milioni: esaurita questa somma, le domande non saranno più accolte.

Genitori - Congedi fino a luglio, un fondo per i centri estivi
Sono in arrivo 150 milioni per potenziare i centri estivi e contrastare la povertà educativa. Le risorse sono destinate ai Comuni per rafforzare, anche in collaborazione con istituti privati, centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa, durante il periodo estivo. Si tratta di servizi a supporto delle famiglie rivolti ai bambini e ai ragazzi tra i 3 e i 14 anni. Per pagare il centro estivo si potrà anche utilizzare il bonus baby-sitter raddoppiato a 1.200 euro. Viene poi estesa al 30 luglio la possibilità per il genitore lavoratore di usufruire di un congedo straordinario per i figli rimasti a casa con le scuole chiuse.

Imprese - Meno tasse a chi investe in quelle danneggiate
Nel pacchetto destinato alle imprese - accanto agli sgravi fiscali e alle agevolazioni finalizzate in modo specifico alla ricapitalizzazione - entrano anche agevolazioni fiscali per chi investe nelle imprese danneggiate dal Covid contribuendo in questo modo al loro recupero: gli incentivi fiscali previsti sono temporanei e valgono per i soli investimenti effettuati nel 2020. Sono destinati sia alle persone fisiche sia giuridiche (una detrazione pari al 30% della somma ) che investono nel capitale di una o più imprese con sede in uno Stato Ue e fatturato annuo compreso tra 5 e 50 milioni, danneggiate dall'epidemia.

Patrimonio - Nuove procedure per vendere edifici pubblici
Spunta l’ipotesi di inserire nel decreto Rilancio una vendita di immobili pubblici. In particolare l’ipotesi prevedrebbe «un consistente programma di dismissioni immobiliari» fino al 2021. I beni potrebbero essere sia quelli direttamente in possesso dello Stato, sia quelle degli enti pubblici. Per favorire il raggiungimento dei risultati verrebbe data la possibilità di utilizzare una pluralità di strumenti per permettere il collocamento sul mercato degli immobili pubblici, anche con procedure straordinarie o attraverso società di gestione di fondi immobiliari. Non si esclude la possibilità di cessione in blocco tramite Cdp.

Bollette - Costi alleggeriti per le piccole e medie aziende
Riduzione degli oneri delle bollette elettriche per un importo totale di 600 milioni di euro: lo sgravio per le imprese (escluse le utenze domestiche) sarà disposto dall’autorità di regolazione (Arera) per i mesi di aprile maggio e giugno. In particolare si prevede di ridurre le attuali quote fisse indipendenti dalla potenza relative alle tariffe di rete e agli oneri generali per tutti i clienti alimentati in bassa tensione, mentre per i soli clienti alimentati in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 3,3 kW, le tariffe di rete e gli oneri generali saranno rideterminate applicando una potenza “virtuale” fissata a 3 kW, senza limitazioni per i clienti.

Affitti - Credito d’imposta del 60% se sono dimezzati i ricavi
L’impegno del governo era di non far pagare l’affitto per tre mesi alle attività commerciali colpite dall’emergenza del coronavirus. Nella bozza di decreto è previsto un sgravio fiscale del 60% che vale però solo per tutti coloro che possono dimostrare una perdita di fatturato di almeno il 50 per cento rispetto allo scorso anno. Lo sgravio, che nel decreto di marzo veniva riconosciuto solo alle attività classificate catastalmente come C1, viene esteso agli alberghi. Inoltre è prevista la possibilità per gli affittuari di cedere il credito fiscale ai proprietari, a valere su tutti i tributi compresa l’Imu.

Vacanze - Un tax credit da 500 euro per le famiglie
Il buono-vacanza per sostenere le ferie degli italiani in strutture turistiche nazionali riguarderà le famiglie con reddito Isee fino a 50 mila euro. L’importo massimo è di 500 euro per famiglia, (300 se i componenti sono 2 e 150 se è uno solo). Le spese vanno sostenute in un’unica soluzione; l’aiuto arriverà per l’80% sotto forma di sconto anticipato dall’esercente (che a sua volta sarà rimborsato dal fisco con uno specifico credito d’imposta) e per il 20% di detrazione in dichiarazione. La misura così formulata è stata però criticata perché pone buona parte dell’impegno finanziario immediato a carico delle aziende del settore.
 

Ultimo aggiornamento: 13:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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