Covid bond tricolore, Bankitalia frena: rischio effetti sulle banche

Giovedì 16 Aprile 2020 di Luca Cifoni

ROMA Convincere le famiglie italiane, in tempi di grandissima incertezza, a dirottare i propri risparmi su un Btp patriottico; sottoscrivendo così una quota importante del debito aggiuntivo che lo Stato dovrà fare per fronteggiare l'emergenza coronavirus. La strategia abbozzata dal ministero dell'Economia nell'aggiornamento delle linee guida sul debito pubblico si presenta già in partenza tutt'altro che facile da attuare.

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In una giornata complicata sul mercato europeo dei titoli di Stato, con lo spread Btp/bund che si è allargato di venti punti, è toccato al capo della Vigilanza della Banca d'Italia Paolo Angelini durante un'audizione presso la commissione bicamerale d'inchiesta sul settore bancario, esplicitare le criticità del progetto a cui sta lavorando il Tesoro. Rispondendo a una domanda, Angelini ha osservato che «queste emissioni in passato hanno avuto buon esito con i Btp Italia, in altri casi questo esito non è stato altrettanto buono, occorre tenere il polso della domanda e capire quanta domanda c'è di titoli aggiuntivi». Insomma si tratta di un «tema delicato» anche perché l'eventuale trasferimento verso i nuovi titoli di Stato dei risparmi giacenti sui conti bancari degli italiani - se si concretizzasse - potrebbe porre altri problemi agli istituti di credito.

IL DOSSIER
Ci sono quindi tutti i motivi per studiare il dossier con molta attenzione, come in effetti sta facendo la direzione debito pubblico del Dipartimento Tesoro. Per ora si sa che il nuovo strumento destinato al pubblico retail avrà una struttura facilmente comprensibile e non sarà comunque indicizzato, come è invece con il Btp Italia, l'altro prodotto offerto alle famiglie (ma in parte pure agli investitori istituzionali) nato in occasione della crisi finanziaria del 2011-2012 e legato all'andamento dell'inflazione. Il nuovo Covid-bond dovrà offrire un rendimento abbastanza appetibile per convincere la platea dei potenziali sottoscrittori e di conseguenza la scadenza dovrà essere sufficientemente lunga. Quanto lunga è ancora oggetto di discussione, anche se è difficile per una platea di piccoli risparmiatori immaginare durate che di fatto rendano indisponibili le somme investite.
 


L'altra variabile che potrebbe entrare in gioco, ma su questo ci dovrà essere eventualmente una valutazione politica prima ancora che tecnica, è quella fiscale. Oggi i rendimenti dei titoli di Stato sono tassati al 12,5 per cento (mentre per la generalità dei capital gains il livello è al 26 per cento): riducendo o addirittura azzerando il prelievo si potrebbe rendere ulteriormente interessante il rendimento, anche se con un margine di manovra limitato. Le cose potrebbero essere un po' diverse se il discorso fosse affrontato come una sorta di patto tra Stato e cittadini: in questo caso la cancellazione delle tasse dovrebbe includere tutte quelle presenti e future, e lo status speciale riguarderebbe solo questa tipologia di titolo di Stato.

NERVOSISMO
Che le acque saranno agitate nei prossimi mesi lo dimostra il nervosismo di ieri sui mercati finanziari. Le Borse sono state penalizzate dalle stime fosche, anche se certamente non inattese, sull'andamento dell'economia a livello globale. Piazza Affari, zavorrata dalle banche, è stata la peggiore in Europa arrivando a perdere quasi il 5 per cento. Ma si sono mossi anche gli spread rispetto al Bund tedesco, dell'Italia e degli altri Paesi mediterranei. La distanza con il Btp si è ampliata di una ventina di punti base attestandosi a fine giornata quota 235. In realtà il divario era stato anche più ampio, ma ha iniziato a restringersi un po' nelle ultime fasi delle contrattazioni anche a seguito delle mosse della Banca centrale europea, secondo quanto trapelato da alcune sale operative. L'Italia sconta di certo le difficoltà dei Paesi europei a trovare un'intesa sui meccanismi comuni di risposta alla crisi e probabilmente anche le divisioni politiche sul tema dell'eventuale utilizzo del Mes.

Ultimo aggiornamento: 09:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA