Catasto, tasse non aumenteranno: caccia alle case fantasma e rendite aggiornate. Il testo dell'accordo

Catasto, tasse non aumenteranno: caccia alle case fantasma e rendite aggiornate. Il testo dell'accordo
Catasto, tasse non aumenteranno: caccia alle case fantasma e rendite aggiornate. Il testo dell'accordo
di Giusy Franzese
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Venerdì 6 Maggio 2022, 16:13 - Ultimo aggiornamento: 17:17

L'aggiornamento del catasto non comporterà il rischio di tasse più alte per i proprietari di immobili. Il premier Draghi lo aveva già promesso, con l'accordo raggiunto con le forze di centrodestra che sostengono la maggioranza il principio sarà meglio chiarito nell'articolato di legge

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Catasto, le tasse non aumenteranno

«L'accordo proposto dal centrodestra di governo e accettato dall'esecutivo prevede l'eliminazione di qualsiasi riferimento al valore di mercato all'interno del catasto  Il catasto verrà quindi aggiornato secondo la normativa esistente, senza alcuna modifica» si legge in un documento messo a punto dalla Lega il giorno dopo  l'accordo con Draghi .  Scompare quindi  il riferimento ai valori patrimoniali dalla riforma del catasto e si salvaguardano le cedolari secche su affitti e Bot.

 

Caccia alle case fantasma 

L'articolo 6 del disegno di legge delega per la riforma del fisco viene dunque riscritto prevedendo che il catasto sarà progressivamente aggiornato, ma senza cambiamenti rispetto ai criteri attuali.

Il primo passo per il nuovo catasto resta la mappatura degli immobili e  la rilevazione dei beni non censiti. A tal fine i Comuni e l'Agenzia delle Entrate saranno dotati di strumenti più moderni di individuazione e di controllo delle consistenze dei terreni e dei fabbricati, così da poter effettuare il corretto classamento degli immobili attualmente non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa destinazione d’uso, ovvero la categoria catastale attribuita. L'operazione servirà anche a individuare  i terreni edificabili accatastati come agricoli;  gli immobili abusivi.

Per accelerare le operazioni si prevedono anche «specifici incentivi e forme di valorizzazione delle attività di accertamento svolte dai comuni in questo ambito». 

Due rendite

Per ogni unità immobiliare il nuovo catasto dovrà indicare oltre alla rendita catastale già esistente e nelle disponibilità dell’Agenzia delle Entrate, anche una rendita ulteriore che potrà essere aggiornata periodicamente secondo le attuali regole fissate dal Dpr 138 del ’98.

Per questa seconda rendita si potrà tenere conto:  dell' all’articolazione del territorio comunale in ambiti territoriali omogenei di riferimento; della rideterminazione delle destinazioni d'uso catastali, distinguendole in ordinarie e speciali; dell'adozione di unità di consistenza per gli immobili di tipo ordinario.

 Resta comunque sempre possibile, nella consultazione catastale, l’accesso alla banca dati Omi, che contiene i valori di mercato degli immobili.

I tributi

Al comma 2 -a dell'articolo 6 si dice esplicitamente che  «le informazioni rilevate secondo i principi di cui al presente comma non possano essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali e, conseguentemente, per la determinazione delle agevolazioni e dei benefici sociali».

Sarà invece possibile il contrario, ovvero diminuire le imposte sulla casa in seguito al maggior gettito derivante dalle "case fantasma" . Anche in questo caso il testo è chiarissimo: i decreti attuativi dovranno prevedere che «una quota dell’eventuale maggiore gettito derivante dalle attività di cui al presente comma sia destinato alla riduzione dell’imposizione tributaria sugli immobili,  e sia prevalentemente attribuito ai comuni ove si trovano gli immobili interessati dalle disposizioni cui al presente comma».

Immobili storici

Per gli immobili storici e di interesse artistico, le cue spese di mauntenzione in genere sono molto alte,  sono previste riduzioni di imposta.  I decreti attuativi, è scritto nel testo, dovranno «prevedere per le unità immobiliari riconosciute di interesse storico o artistico, come individuate ai sensi dell'articolo 10 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, adeguate riduzioni del reddito delle unità immobiliari urbane, che tengano conto dei particolari e più gravosi oneri di manutenzione e conservazione nonché del complesso dei vincoli legislativi alla destinazione, all'utilizzo, alla circolazione giuridica e al restauro di tali immobili».

Le  nuove informazioni derivanti dall'aggiornamento del Castato entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026. 

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