Cashback, l'app Io ancora in tilt: «Stop per troppi accessi». Palazzo Chigi: disagi tecnici superati

Cashback, l'app Io ancora in tilt: «Stop per troppi accessi». Palazzo Chigi: disagi tecnici superati
di Jacopo Orsini
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Martedì 8 Dicembre 2020, 22:06 - Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 16:06

Partono male i rimborsi di Stato per scoraggiare l’uso del contante e spingere i pagamenti tracciati con carte di credito o sistemi digitali. L’applicazione Io della pubblica amministrazione, a cui è necessario registrarsi per accedere agli sconti, è andata in tilt l'8 dicembre per troppi accessi e in tanti non sono riusciti ad attivarla. E anche oggi in tarda mattinata il sistema era ancora fuori uso. Niente incentivo quindi per tanti acquisti fatti ieri, giorno di avvio del programma Cashback. Un piano che in questa fase iniziale garantisce fino a 150 euro di rimborsi a chi nel mese di dicembre farà almeno dieci transazioni con le carte. A regime l’anno prossimo è previsto invece uno sconto del 10% sugli acquisti fatti con moneta di plastica. Il rimborso massimo è sempre di 150 euro a semestre e per averlo serviranno almeno 50 operazioni (si possono ottenere al massimo 15 euro per ogni singola spesa).

IL SOVRACCARICO
«Il traffico sull’app Io si conferma estremamente intenso per l’enorme volume di richieste», hanno sottolineato ieri mattina fonti di Palazzo Chigi, che sovraintende Pagopa, la società pubblica a cui è stata affidata la gestione dell’operazione (al costo di circa 3 milioni l’anno). Il numero totale dei download dell’app Io l'8 dicembre aveva sfiorato i 7,6 milioni e 2,3 milioni sono stati gli utenti attivi nelle ultime 24 ore. Le richieste di caricamento all’interno della sezione Portafoglio sono raddoppiate rispetto al giorno precedente - hanno continuato le fonti del governo - con picchi di oltre 14.000 operazioni al secondo. Le carte registrate sull’app Io sono quasi 1,3 milioni, a cui si aggiungono le oltre 975 mila attivate sui canali di altri operatori aderenti al programma come Nexi e Satispay, per un totale di oltre 2,2 milioni.


Una ondata di accessi che tuttavia era prevedibile. PagoPa - che ieri non ha voluto chiarire pubblicamente cosa non ha funzionato - era comunque al lavoro da mesi per far partire il programma di incentivi, slittato fra l’altro di 8 giorni rispetto alla data inizialmente prevista. «PagoPa, insieme a Sia, il partner tecnologico che gestisce la sezione Portafoglio, sta continuando a potenziare l’infrastruttura e a effettuare interventi mirati, per consentire agli utenti che ancora non sono riusciti a completare il flusso di attivazione del Cashback, di farlo in tempi brevi», ha puntualizzato il governo.

Oggi comunque l’app - nonostante l’annuncio di ieri ribadito anche stamani di Palazzo Chigi che i problemi erano stati risolti - non era ancora tornata in funzione. Anzi anche chi era riuscito a caricare in tempo le sue carte nei giorni precedenti, prima che il sistema andasse fuori uso, visualizzava messaggi come questo: «Ooops, qualcosa è andato storto! Probabilmente è un errore momentaneo, riprova per piacere!». Oppure: «Si è verificato un errore temporaneo nel salvataggio di questa carta, riprova». O anche: «Non è stato possibile caricare i metodi di pagamento. La sezione Portafoglio è in manutenzione, ci scusiamo per il disagio».

Secondo fonti di Palazzo Chigi invece «i disagi informatici che hanno causato rallentamenti nei primi due giorni di cashback per chi si registrava sull'app Io sono stati superati».

Sul web intanto l’operazione è già stata ribattezzata «crashback».
 

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