Bankitalia, Visco: «L'espansione del Pil potrebbe superare il 4%. Recovery plan è sfida formidabile»

Lunedì 31 Maggio 2021
Bankitalia, Visco: «L'espansione del Pil potrebbe superare il 4%. Recovery plan è sfida formidabile»

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha espresso le sue Considerazioni Finali nel consueto discorso annuale davanti al direttorio dell'istituzione e a un ristretto numero di invitati scelti tra economia, finanza e forze sociali: presenti tra gli altri il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, dell'Abi Antonio Patuelli, i presidenti di Intesa Sanpaolo Gros Pietro e di Unicredit Padoan, gli esponenti della Bce (ed ex Bankitalia), Andrea Enria e Fabio Panetta, leader sindacali e rappresentanti del Parlamento. Nessuno, come prassi, del governo a rimarcare l'autonomia dell'istituto centrale.

 

«Nella media dell'anno l'espansione del PIL potrebbe superare il 4 per cento», ha detto Visco precisando che «l'attività produttiva si sta rafforzando» e che « nel corso dei prossimi mesi, con il prosieguo della campagna vaccinale, vi potrà essere un'accelerazione della ripresa». Secondo Visco, in particolare, «una ripresa robusta della domanda nella seconda metà di quest'anno è quindi possibile. Ne sono condizione il proseguimento delle favorevoli prospettive connesse con la campagna vaccinale e il buon avvio del Pnrr».

 

«È fuorviante la contrapposizione tra Stato e mercato, che sono invece complementari», ha aggiunto Visco secondo il quale «un'economia sana ha bisogno di entrambi: di buone regole, servizi pubblici di qualità e interventi in aree in cui i rendimenti sociali sono alti ma l'attività privata è insufficiente». Nelle Considerazioni Finali Visco precisa che «la grave recessione generata dalla pandemia ha ridato centralità all'azione dello Stato», ma «non bisogna confondere la necessità di uno Stato più efficace nello svolgere le funzioni che già ora gli sono affidate con quella di estenderne i compiti». 

 

«Il Pnrr è una sfida formidabile»

 

Il Pnrr «deve essere parte di uno sforzo collettivo, volto a superare le nostre debolezze strutturali, la specificità di una anemia della crescita economica che dura da oltre due decenni» per questo «agli interventi previsti dal Piano e al connesso, articolato, programma di riforme occorre dare massima concretezza» a quella che appare come «una formidabile sfida», ha aggiunto Visco. L'analisi delle debolezze strutturali del nostro sistema economico e istituzionale contenuta nel Piano «è ampiamente condivisa. Gli obiettivi e le missioni in cui è articolato affrontano le sfide poste dal cambiamento climatico e alcuni dei più evidenti ritardi del Paese: l'innovazione, la digitalizzazione, l'istruzione e la ricerca, le infrastrutture di rete e di trasporto».

 

«Al di là delle diverse visioni sul ruolo di Stato, Regioni ed enti locali nel dar corso agli interventi - osserva - bisogna trovare soluzioni valide per assicurare che questi siano efficaci. Vanno tenuti sotto osservazione costante progettazione, esecuzione e risultati, definendo precise responsabilità di intervento per ovviare a insufficienze e ritardi ed evitando così di ripetere gli errori del passato, quando le risorse disponibili non hanno sempre trovato pieno e adeguato utilizzo».

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