Assegno unico per i figli al via da luglio, come funziona e chi può averlo

Assegno unico per i figli al via da luglio, come funziona e chi può averlo
Assegno unico per i figli al via da luglio, come funziona e chi può averlo
di Jacopo Orsini
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Martedì 27 Aprile 2021, 16:35 - Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 14:29

Assegno unico, corsa contro il tempo per partire come previsto a luglio con la nuova misura universale di sostegno alla genitorialità che sostituirà tutte le agevolazioni esistenti (bonus, detrazioni, assegni). Il nuovo strumento riguarderà ogni bambino dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni. Entro giugno dovrebbero arrivare i decreti attuativi del provvedimento, che è già stato approvato nelle scorse settimane, per mantenere l'impegno di attivare la nuova misura dal 1° luglio.

Il sostegno. «Grazie all'azione di questo Parlamento, l'assegno unico diventerà lo strumento centrale e onnicomprensivo per il sostegno alle famiglie con figli, in sostituzione delle misure frammentarie fino ad oggi vigenti.

E' una riforma che rappresenta un cambio di paradigma nelle politiche per la famiglia e a sostegno della natalità», ha detto ieri alla Camara il premier, Mario Draghi.

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La maggiorazione. Il contributo scatterà dal settimo mese di gravidanza e sarà corrisposto sotto forma di assegno o di credito d'imposta. Quale sarà esattamente la cifra e come varierà in rapporto alla condizione economica delle famiglie deve essere ancora stabilito. Bisognerà aspettare i decreti attuativi su cui il governo è già al lavoro. Draghi l'ha quantificato in 250 euro al mese, con maggiorazione per i disabili. Ma l'assegno calerà con il crescere del reddito. È prevista una maggiorazione a partire dal secondo figlio e un aumento tra il 30% e il 50% in caso di disabili. Fino a 18 anni l'aiuto andrà al padre e alla madre. Poi per altri 3 potrà essere corrisposto direttamente ai ragazzi ma l'importo diminuirà e il sostegno sarà erogato solo se i figli sono impegnati in un percorso di formazione o hanno un lavoro a basso reddito.

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A quanto ammonta. In base alle stime fatte da uno studio a cura del Gruppo di lavoro Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia l'assegno universale con un Isee fino a 30 mila euro viene stimato in 1.930 euro all’anno (161 euro al mese) per ogni figlio minorenne e a 1.158 euro all’anno (97 euro al mese) per ogni figlio maggiorenne. A partire da 30mila euro di Isee, il valore dell’assegno decresce in modo non lineare. Oltre i 52 mila euro di Isee, l’assegno è costante a 800 euro all’anno (67 euro al mese) per ciascun figlio minorenne a carico e a 480 euro all’anno (40 euro al mese) per ciascun figlio maggiorenne. 

La dotazione. Per finanziare la riforma la dotazione prevista è di circa 20 miliardi, comprese le prestazioni già esistenti che scompariranno (i vari bonus nascita, bebè, le detrazioni per i figli a carico e l'assegno familiare). Uno stanziamento che non è tuttavia sufficiente a garantire che nessuno ci perda rispetto alla situazione attuale. Ecco perché da più parti è già arrivata la richiesta di aumentare i fondi. «Servono un miliardo forse due perché nessuno ci rimetta», ha detto il senatore del Pd, Tommaso Nannicini.

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Quante famiglie sono coinvolte. In base ad alcune simulazioni, le famiglie interessate dalla riforma dovrebbero essere quasi 8 milioni, corrispondenti a circa 28 milioni di persone. L'Ufficio parlamentare di bilancio stima invece che i nuclei possano essere un po' di più, oltre 9 milioni. In ogni caso per ottenere l'assegno unico sarà necessario compilare l'Isee. Giovanni Angileri, coordinatore della Consulta nazionale dei Caf, stima che saranno almeno due milioni in più le richieste di Isee che arriveranno quest'anno alla rete degli sportelli dei centri di assistenza fiscale rispetto all'anno scorso.

Il rischio slittamento. «L'erogazione dell'assegno unico familiare fissata dal prossimo 1° luglio 2021 rischia di slittare. I tempi per la stesura dei decreti attuativi e l'ingorgo presso i centri di assistenza fiscale per via delle certificazione Isee necessarie per accedere al bonus, rappresentano degli ostacoli oggettivi all'avvio del meccanismo», afferma il presidente di Caf-Cia Agricoltori italiani Alessandro Mastrocinque. «Come centri di assistenza fiscale punto di riferimento per milioni di cittadini, chiediamo che il governo faccia chiarezza al più presto e soprattutto, nel caso di un intervento ponte, non vengano esclusi i più bisognosi dall'erogazione di aiuti che risultano fondamentali per la sussistenza dei cittadini appartenenti alle fasce più deboli», conclude Mastrocinque.

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