L'assemblea di Assofondopensioni: fisco più leggero per rilanciare le adesioni

Mercoledì 2 Dicembre 2020 di Marco Barbieri

Giovanni Maggi avrebbe voluto annunciare giovedì 3, all’assemblea annuale di Assofondipensione, un nuovo semestre di silenzio-assenso, che sull’esempio di quanto avvenuto nel 2007, avrebbe potuto consentire un incremento delle adesioni ai fondi pensione. A fine settembre, rispetto alla fine del 2019, nei fondi negoziali si sono registrate circa 90.000 posizioni in più (+2,8%), portandone il totale a 3,250 milioni. Sempre troppo pochi. «Auspichiamo iniziative di rilievo istituzionale volte all’alfabetizzazione in materia previdenziale con l’obiettivo di favorire il rilancio delle adesioni al secondo pilastro, anche se al momento non si ravvisano previsioni nella manovra di bilancio» commenta Maggi. E poi c’è il problema fiscalità. Maggi propone un ritorno a una tassazione agevolata sui rendimenti ottenuti dai fondi pensione. Proposta in linea con quella del think tank “Welfare Italia” (Unipol-Ambrosetti) che propone un’aliquota dell’11,5%: «Nell’ipotesi di periodo di contribuzione medio di 25 anni, si stima che la tassazione agevolata possa generare circa 10 mila euro di rendimenti in più per ciascun aderente. Un incentivo per le sottoscrizioni, che potrebbero aumentare di 2,5 milioni, per un totale di 7 miliardi di euro di risorse aggiuntive destinate alla previdenza complementare».

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Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 21:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA