Pensioni, la spesa previdenziale schizza al 17% del Pil: ecco perché

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Mercoledì 3 Marzo 2021, 12:41 - Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 15:22

Spesa pensionistica ancora in discreta crescita nel 2020. Il primo dato arrivato è quello reso noto dall’Istat proprio all’inizio di questa settimana, nell’ambito del consuntivo sull’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche. La voce “pensioni e rendite”, che individua i trattamenti propriamente previdenziali escludendo quelli di natura assistenziale, è cresciuta di 6,6 miliardi (in percentuale del 2,4 per cento) raggiungendo quota 282,6 miliardi. Nel 2019 l’incremento percentuale della stessa voce rispetto all’anno precedente era stato sostanzialmente analogo (2,3 per cento) ma occorre tener conto che lo scorso anno la rivalutazione degli assegni in essere in base al costo della vita (una delle componenti che spiega la dinamica delle uscite previdenziali) è stata più contenuta rispetto a quella del 2019. Dunque al netto di questo fattore il 2020 sembra “pesare” di più. Sull’evoluzione della spesa hanno certamente pesato anche lo scorso anno le uscite con il meccanismo di Quota 100, che resterà in vigore fino al prossimo dicembre. In percentuale, il dato Istat vale il 17,1 per cento del Pil, un numero naturalmente condizionato dall’anomalo crollo del denominatore, ovvero appunto il Pil nominale: nel 2019 l’incidenza percentuale era stata “solo” del 15,4. Questo effetto statistico sarà naturalmente visibile anche in altri aggregati usati - in alternativa - per quantificare la spesa pensionistica: ad esempio quello della Ragioneria generale dello Stato, che ha un’incidenza quantitativamente simile, dovrebbe aver ugualmente toccato il 17 per cento nel 2020. I tecnici della Rgs prevedono poi una discesa al 16,4 quest’anno, a cui seguirebbero però altri tre anni di incremento (sempre in rapporto al prodotto). Dopo il 2024 il valore riprenderebbe a decrescere toccando il 16,2 per cento nel 2029. Infine, in un orizzonte più lungo si assisterebbe ad una lieve ripresa del rapporto spesa pensionistica/Pil, fino al 16,6 per cento stimato per il 2042.

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