Quel tavolo di legno tutto d’un pezzo che conquista i vip, il successo di Arte Brotto

Quel tavolo di legno tutto d’un pezzo che conquista i vip, il successo di Arte Brotto
di Mattia Zanardo
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Mercoledì 6 Luglio 2022, 11:45 - Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 08:47

Per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero.

E più grande è il tavolo, più grande, e di conseguenza antico, deve essere l’albero. Arte Brotto lavora singole assi che arrivano a 5,8 metri, con cui crea il piano dei suoi speciali tavoli. «Non si tratta di più pezzi incollati, ma di un’unica sezione centrale del tronco tagliata nel senso della lunghezza e mantenuta con le sue venature originali – spiega Lucia Brotto, amministratrice delegata del gruppo di famiglia – Dunque, anche la pianta deve avere quell’altezza prima delle ramificazioni. Per raggiungere tali dimensioni, il rovere o il noce, le essenze da noi utilizzate in prevalenza, ci mettono più di cento anni, fino anche a duecento». Poi almeno altri due anni devono trascorrere prima del mobile finito: dodici mesi anche solo per l’essicazione, visti gli spessori, per eliminare la naturale umidità, dare stabilità e evitare il rischio di crepe.

IL RACCONTO

L’azienda di Rosà, in provincia di Vicenza, è tra le pochissime in Italia (e pure a livello continentale) nel settore, a gestire l’intera filiera produttiva, dall’albero fino alla lucidatura finale. Ha iniziato papà Sante Giorgio: insieme alla moglie, nel 1966 fondò il mobilificio. Ma già dalla metà degli anni ‘70 ebbe l’intuizione di andare a procurarsi il legno massiccio per i suoi arredi direttamente “alla fonte”, nelle foreste dell’Europa dell’Est, soprattutto in Ungheria, avviando nel contempo anche un commercio verso terzi. Oggi Arte Brotto possiede boschi di proprietà in quelle regioni, oltre a storici accordi con società forestali locali. «La gestione delle foreste avviene secondo criteri di sostenibilità certificata, in modo che per ogni albero tagliato ne corrisponde uno in crescita», spiega l’imprenditrice. La lavorazione dei tronchi, dalla segagione all’essiccazione, avviene poi in una sede in Romania, da dove infine il legno viene portato in Italia o rivenduto ad altre ditte. Negli anni, a tavoli, sedie, librerie e complementi d’arredo made in Italy, si sono affiancati anche le boiserie e i pavimenti in legno (questi ultimi tramite la controllata Foglie d’oro, con intarsi in ottone, marmo e altri materiali nobili). Il gruppo conta nel complesso una novantina di addetti in Italia, più altri duecento all’estero: ai vertici la seconda generazione dei Brotto, con Luisa a seguire la divisione mobili, mentre i fratelli Fabio e Paolo curano le attività relative al legname e alle pavimentazioni. Altro punto di forza, è la capacità di magazzino: solo nell’ultima stagione, che va dall’autunno alla primavera successiva, l’industria vicentina ha stoccato 40mila metri cubi di legname nobile. Una riserva di materia prima che mette al riparo anche dalle eventuali carenze di mercato. Il 2021 si è chiuso con ricavi intorno ai 18 milioni, in crescita del 20%. E anche per l’esercizio corrente le previsioni sono in positivo: «Il comparto casa non ha conosciuto crisi, anzi la pandemia ha fatto riscoprire il valore del proprio nido domestico. Poi, naturalmente, il futuro dipende da fattori che nessuna azienda può controllare».

DIREZIONE MONDO

 La produzione viene esportata per circa il 70%: in incremento soprattutto Stati Uniti, Messico e America Centrale. E stanno dando eccellenti risultati pure le vendite di pavimenti in Cina, verso una clientela di fascia elevata: «Motivo d’orgoglio, in un Paese che è uno dei principali produttori ed esportatori di pavimentazioni al mondo». La guerra russo-ucraina, al momento, sta avendo impatti contenuti: «La Russia per noi valeva circa il 10% del fatturato totale. Una quota dunque finora gestibile, grazie alla strategia di diversificazione dei mercati perseguita fin dall’inizio. Più che preoccupati, siamo dispiaciuti per i rapporti professionali costruiti nel corso degli anni». Al recente Salone del Mobile di Milano ha riscosso successo proprio la collezione di tavoli, battezzata Vero, costituiti da due tavole di legno massiccio gemelle, ricavate dal cuore dello stesso tronco, appaiate da speciali chiavi e mantenute con le venature naturali. Oltre al proprio catalogo e alle collaborazioni con designer di fama, Arte Brotto punta sempre più su allestimenti su misura: da abitazioni private a ristoranti, hotel e gioiellerie, personalizzati in base alle esigenze di clienti e architetti. Tra i progetti più recenti, una villa sul Lago di Como, un appartamento nei pressi degli Champs Elysée a Parigi, una casa di campagna in Ucraina (terminata poco prima dello scoppio della guerra). Ma è arrivata anche la richiesta di una celebre cantante americana per una super cabina armadio. «Le nostre lavorazioni mantengono una forte componente di artigianalità – sottolinea Luisa Brotto – Purtroppo sono rimaste poche imprese in Italia a lavorare il legno massiccio: per ragioni economiche e anche di tendenza, prevale l’uso di pannelli trucciolari e laminati. C’è però una riscoperta, anche alla luce della sostenibilità del vero legno: se ben gestito, è una risorsa sempre rinnovabile. Il legno è il passato e il presente, ma, ne siamo convinti, anche il futuro».

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