Investimenti, caccia grossa in Cina: green e hotel al centro

Mercoledì 2 Febbraio 2022

Lo choc normativo del 2021 non metterà in ombra le opportunità del 2022 in Cina.

Anche perché, fa notare Wenli Zheng, portfolio manager e China evolution equity portfolio di T. Rowe Price, l’economia è un po’ in affanno tra carenze di energia, focolai di Covid e disruption nell’immobiliare. E i segnali di un allentamento delle restrizioni già ci sono. Se a questo si aggiunge che i rischi del settore immobiliare e dei settori a questo legati (i settori correlati, quasi un terzo del Pil cinese) sono considerati abbastanza gestibili, allora davvero l’upgrade dell’economia può essere un buon motivo per scommettere su Pechino e dintorni. Del resto, «i giorni dei dividendi demografici sono finiti, ma il dividendo dell’istruzione è appena iniziato», dice Zheng. Negli ultimi 20 anni, ad esempio, il numero annuale di laureati in Cina è passato da 1 milione a 9-10 milioni. E ora, il vantaggio competitivo della Cina si sta spostando dal basso costo alla tecnologia.

L’innovazione è già una fonte importante di opportunità. Negli ultimi tre anni, in Cina c’è stato un aumento di 1.800 miliardi di dollari statunitensi (a settembre 2021) nella capitalizzazione di mercato dei settori Internet, biotecnologia e veicoli elettrici. Anche nello spazio industriale tradizionale le aziende del Dragone sempre più spesso competono sulla performance piuttosto che sul puro costo. Nell’universo dei consumatori, invece, abbiamo assistito alla rapida ascesa dei marchi nazionali cinesi. Ci sono poi enormi opportunità di consolidamento nei settori dei servizi, come le catene alberghiere. E la transizione energetica, sostiene T. Rowe Price, insieme ai veicoli elettrici/intelligenti e l’informatica ad alte prestazioni sono tre megatrend dei prossimi 5-10 anni. E ci sono molte aziende cinesi ben posizionate su questi fronti. L’attenzione va a certi leader in vari settori di nicchia, come lo sono società a media capitalizzazione nell’industria e nei servizi alle imprese. Dopo il rally del 2020, gli analisti guardano dunque alle valutazioni migliorate di alcune blue chip popolari. D’altro canto, anche i leader dei settori di nicchia potrebbero offrire fondamentali solidi a un prezzo ragionevole. Ci sono quindi opportunità su valutazioni che, per effetto delle recenti preoccupazioni normative, non sono allineate ai reali valori. E anche se gli investitori tendono a evitare immobiliare e healthcare, gli esperti spiegano che ci sono aziende con modelli di business unici in grado di navigare con successo in questo contesto. Tra queste, aziende selezionate nella gestione immobiliare, nella vendita al dettaglio di mobili e nei dispositivi medici. 

Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio, 15:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA