Finanza tech, intelligenza artificiale e algoritmi per cogliere le occasioni del Pnrr

Finanza tech, intelligenza artificiale e algoritmi per cogliere le occasioni del Pnrr
di Maurizio Crema
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Mercoledì 1 Giugno 2022, 12:23 - Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 08:16

Algoritmi e intelligenza artificiale potrebbero aiutare l’Italia a centrare gli obiettivi del Pnrr.

Ne è convinto Nicola Occhinegro, 46 anni, fondatore e ceo di Finanza.tech, società quotata in Borsa da dicembre 2021. «Noi lavoriamo per limitare le asimmetrie informative e per aiutare aziende e investitori ad allocare al meglio le risorse o a ottenere più facilmente i fondi per il loro sviluppo – spiega questo imprenditore laureato in Economia e folgorato dal Fintech, le tecnologie digitali applicate alla finanza – Valorizziamo dati e informazioni per profilare al meglio i nostri clienti aiutando anche gli investitori a individuare i soggetti migliori da supportare. Una piattaforma che ora stiamo mettendo a punto anche per il grande progetto di sviluppo che è il Piano nazionale di ripresa e resilienza che mette in campo circa 200 miliardi in tantissimi settori».

LA LINEA

Una pioggia di soldi mai vista in Italia che rischia di diventare un labirinto in cui perdersi per molte imprese, soprattutto piccole e medie. «Già alcune missioni sono in ritardo e siamo appena all’inizio di un percorso di investimenti che dovranno chiudersi nel 2026. Un problema che riguarda anche la pubblica amministrazione che dovrà scegliere i progetti più interessanti da finanziare cercando di individuare i soggetti giusti per realizzarli – sottolinea Occhinegro – Noi crediamo che attraverso l’analisi delle banche dati e l’intelligenza artificiale si possa creare una piattaforma per aiutare al meglio tutti questi soggetti nell’opera di selezione o di promozione. Quest’anno siamo partiti affiancando le imprese che possono concorrere ai progetti, dall’anno prossimo contiamo di realizzare uno strumento che possa aiutare anche ministeri, Regioni, Comuni». Un’innovazione che in futuro potrà essere utile anche per la gestione “caratteristica”. «L’Italia in generale è un Paese sempre in ritardo nell’utilizzo dei fondi Ue. Con le nostre piattaforme invece pensiamo di poter dare una grande mano a risolvere questo grande problema», afferma il ceo di Finanza.tech. Detto così sembra l’elisir anti burocrazia ma Occhinegro racconta un sistema che non ha niente di magico. «Noi partiamo dall’idea che oggi la vera risorsa decisiva sia l’informazione. Prima cerchiamo di costruire un profilo della “nostra” impresa attraverso i dati in suo possesso e poi con analisi e algoritmi le diamo un rating cercando di aiutarla a trovare oggi un investitore adeguato o lo strumento finanziario migliore per supportare il suo sviluppo. Nel prossimo futuro il target potrebbe essere un appalto nel Pnrr – sottolinea il fondatore di Finanza.tech – e questo lo facciamo incrociando le sue informazioni con quelle che abbiamo a disposizione tramite le nostre banche dati, filtrandole con nostri algoritmi e l’intelligenza artificiale che ci permette di “imparare” dal passato per elaborare strategie per il futuro. Un lavoro che facciamo anche per gli investitori a caccia di soggetti validi su cui impegnarsi e che potremo svolgere dal 2023 anche per conto di enti pubblici. Noi vogliamo essere dei facilitatori per cogliere grandi opportunità». Un esercizio non facile: «Occorre far sì che le imprese conoscano in tempo le misure agevolative che meglio si adattino ai loro programmi industriali: c’è un tema di complessità che sempre accompagna le politiche economiche italiane – ricorda Occhinegro – Guardiamo alle agevolazioni fiscali per il Superbonus: il legislatore ha cambiato decine di volte le norme. Questa incertezza crea sfiducia e disillusione. E così le aziende, soprattutto le Pmi, preferiscono rinunciare a un potenziale un grande appalto. Qualcosa però oggi sta cambiando: l’imprenditore ha capito che oggi non ci sono più solo le banche tradizionali a poterlo aiutare. C’è una nuova finanza fintech legata al digitale che diventerà imprescindibile».

LA QUOTAZIONE

Intanto Finanza.tech si è quotata a fine 2021. «Ci servivano nuove risorse per crescere e attirare nuovi talenti, oggi siamo in 35 con 15 data scientist che creano i nostri algoritmi e acquisiamo sempre nuove banche dati – afferma Occhinegro – Siamo e saremo sempre di più un advisor tecnofinanziario. Il nostro è un progetto nelle intenzioni di ampio respiro». Affascinante. Ma in Italia come siamo messi in questo nuovo mondo tech? «L’Italia non è in ritardo rispetto a Francia o Germania ma rispetto a Usa, Gran Bretagna e Cina. Troppa burocrazia. I sistemi di controllo Ue hanno aspetti positivi, ma costituiscono un freno allo sviluppo accelerato rispetto al resto del mondo. Ma in Italia ci sono grandi talenti e noi vogliamo essere i portatori sani di creatività anche nella finanza».

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