Sull’assegno unico si gioca d’anticipo. Dallo Spid all’Isee, ecco come ottenerlo

Sull’assegno unico si gioca d’anticipo. Dallo Spid all’Isee, ecco come ottenerlo
di Luca Cifoni
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Mercoledì 2 Febbraio 2022, 12:11 - Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio, 10:49

La scadenza finale è fissata al 30 giugno, ma moltissimi italiani hanno scelto di non perdere tempo, affrettandosi a presentare la domanda per l’assegno unico e universale: sono già oltre un milione (1.150.000), per un totale di circa 1.900.000 ragazzi interessati.

Il nuovo strumento di sostegno ai nuclei con figli diventerà operativo – materializzandosi nei conti correnti degli interessati – a partire dal prossimo mese di marzo; ma a chi avrà fatto richiesta entro il 30 giugno saranno comunque garantiti gli arretrati. La domanda può essere presentata sul sito dell’Inps oppure al contact center (i numeri di telefono sono 803164 da fisso o 06 164164 da rete mobile) o ancora attraverso i patronati; ma volendo operare in prima persona per via telematica (come hanno fatto finora i tre quarti degli interessati) è necessario disporre dell’identità digitale Spid, oppure della carta di identità elettronica o della carta nazionale dei servizi. Il vecchio Pin dell’istituto è stato infatti abbandonato e possono utilizzarlo ancora solo gli italiani residenti all’estero.

LE CIFRE IN GIOCO

 L’importo dell’assegno, che può arrivare fino a 175 euro mensili, viene determinato sulla base dell’indicatore di situazione economica equivalente (Isee). Quindi è utile averne uno in corso di validità al momento di fare domanda (è comunque possibile fornirlo in seguito, sempre entro il 30 giugno). Se non viene indicato un valore dell’indicatore si avrà lo stesso diritto alla prestazione, ma questa verrà riconosciuta nella misura minima di 50 euro al mese (25 nel caso di ragazzo tra i 18 e i 21 anni). Dunque dopo l’accesso con le proprie credenziali all’area riservata del sito Inps si sceglie il servizio “Assegno unico e universale”. La prima schermata, oltre a fornire informazioni, permette di presentare una nuova domanda oppure di consultare quelle già presentate. Due opzioni riguardano altrettanti casi particolari, la richiesta da parte di un tutore del genitore e quella effettuata da un figlio maggiorenne, che può farsi erogare la somma direttamente. È inoltre possibile per il secondo genitore completare le domande eventualmente già presentate dal primo. Nella situazione più comune, quella di nuova domanda (che può essere presentata come genitore, oppure come affidatario o ancora tutore) vengono inseriti uno alla volta i codici fiscali dei figli. Bisogna poi confermare che questi siano a carico e specificare se qualcuno di loro è disabile. Quindi per i figli maggiorenni va precisata la condizione che dà diritto all’assegno: frequenza di un corso scolastico o universitario, svolgimento di un tirocinio o di un’attività lavorativa (con reddito non superiore a 8 mila euro l’anno), disoccupazione con ricerca di impiego, partecipazione al servizio civile universale.

LA RIPARTIZIONE

 La successiva sezione riguarda uno degli aspetti più delicati, ovvero la ripartizione dell’assegno tra i due genitori. A questo fine viene chiesto di specificare se il padre e la madre sono entrambi conviventi con il figlio, oppure se sono separati o divorziati o comunque non conviventi, o ancora se il nucleo familiare comprende uno solo dei genitori. Dopo aver delineato questa situazione di fatto, si sceglie la modalità di ripartizione preferita: tutto l’importo al richiedente con l’accordo dell’altro genitore, divisione al 50 per cento con indicazione della modalità di pagamento per suo conto, oppure divisione al 50 per cento senza indicare la modalità per l’altro genitore, che quest’ultimo dovrà poi precisare separatamente. Va sempre indicato il codice fiscale del genitore che non sta facendo la domanda, il che dovrebbe permettere all’Inps di fare le opportune verifiche per evitare che l’assegno sia richiesto e percepito due volte per gli stessi figli. Le ultime informazioni da inserire riguardano l’eventuale diritto alla maggiorazione messa a punto per evitare che una famiglia percepisca con il nuovo assegno meno di quanto riceveva in precedenza tra assegno al nucleo familiare (Anf) e detrazioni Irpef per figli a carico. Per richiedrela occorre confermare espressamente che l’Isee non supera i 25 mila euro e che il nucleo nel corso del 2021 ha percepito l’Anf (riservato essenzialmente ai lavoratori dipendenti). Al termine della procedura viene prodotta una ricevuta che può essere salvata: è sempre possibile successivamente accedere al sito per controllare lo stato della domanda o fare modifiche, anche in caso di allargamento della famiglia: a questo proposito va ricordato che il diritto all’assegno scatta già al settimo mese di gravidanza per i nati a partire dal primo marzo. Non devono fare domanda i percettori di reddito di cittadinanza, ai quali l’assegno sarà riconosciuto d’ufficio dall’Inps, che già dispone dei dati necessari sulla composizione del nucleo familiare.

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