Eterobasiche, lo strano fenomeno: «Abbiamo conquistato i social con la parodia del maschio medio»

Si chiamano Valeria De Angelis e Maria Chiara Cicolani e sono romane

Eterobasiche, lo strano fenomeno: «Abbiamo conquistato i social con la parodia del maschio medio»
Eterobasiche, lo strano fenomeno: «Abbiamo conquistato i social con la parodia del maschio medio»
di Ilaria Ravarino
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Sabato 4 Giugno 2022, 08:04 - Ultimo aggiornamento: 16:47

Hanno meno di trent'anni (24 e 23, per la precisione), e nel giro di otto mesi la loro vita è cambiata, trasformando le due ex studentesse Valeria De Angelis e Maria Chiara Cicolani prima in fenomeni di TikTok e poi in qualcosa di più grande: le prime attrici e autrici figlie della rivoluzione del #metoo. Note in rete con il nome di Eterobasiche (175.000 i follower su Instagram, poco su TikTok) le due giovani donne - designer De Angelis, filosofa Cicolani - sono diventate popolari mettendo alla berlina il cosiddetto maschio medio italiano, eterosessuale e macho, attraverso esilaranti parodie di maschi allo stadio (loro due sono laziali e vanno in Curva Nord), al museo, al pub, con gli amici.

 


IL PROFILO
«Com'è il maschio base? Crede nel branco, cioè negli amici che lo devono fa' diverti, perché tanto a piangere c'è la donna racconta Cicolani - Ha la donna, appunto: relazioni lunghissime e sofferte con ragazze che je mettono le manette. Poi studia economia, fa cripto (le criptovalute, ndr) e c'ha il cane». I loro sketch, nati per gioco su Instagram , sono particolarmente efficaci su TikTok, dove a seguirle è un pubblico misto, «70% donne e 30% uomini», con uno zoccolo duro di fan dall'universo LGBTQ e pochi ma affezionati maschi etero base: «Tik Tok è perfetto per la nostra comicità, fatta di sketch a rapido, nel formato reel. E poi le persone sono più giovani e aperte di testa: una volta un nostro video è finito per caso su Facebook, è stato un massacro. Credo sia anche un fatto generazionale». Le più critiche pesanti, spiegano, «sono quelle che ci arrivano da persone che ci accusano di esserci appropriate di apparecchiature maschili, di un certo sistema di valori, di un mondo. Si sente tutto lo sdegno nei confronti di due donne che fanno cose da uomini».

Dietro allo scherzo, alla battuta e all'ironia, nel progetto delle Eterobasiche c'è una riflessione importante sul genere e sui nuovi equilibri fra maschile e femminile: «Gli uomini lo dicono, ed è un po' è vero: non è un gran momento per essere maschi. Oggi gli si chiede di abbandonare la mascolinità tossica, di essere più empatici e in qualche modo femminili. Ma c'è ancora una forte pressione sociale su di loro, perché siano prestanti economicamente, sempre sul pezzo sul lavoro e forti scopatori. I ragazzini del liceo, oggi, questo disagio lo sentono in maniera fortissima. Non studiano, non lavorano, sono in piena crisi».

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LA RABBIA
Crisi che si accompagna, spesso, anche alla rabbia per la progressiva emancipazione della controparte femminile: «Il processo Johnny Depp e Amber Heard, con quel che è seguito alla sentenza, ha fatto esplodere pubblicamente la rabbia accumulata negli anni nei confronti del #metoo. Un po'come se i maschi si fossero ripresi tutt chell che è o nuost (imita Gomorra, ndr). Da qualche parte in rete, per l'occasione, è persino riemerso l'odio per Asia Argento. La questione è dubbia, ma osannare in quel modo Depp ci fa capire che il #metoo è stato vissuto da tanti come una caccia alle streghe». A Roma a fine luglio sul palco del festival Videocittà, a Terni il 31 luglio, e ancora in Capitale il 14 agosto, le due attrici si immaginano un futuro «più da autrici che da influencer. Ci stiamo concentrando su progetti a lungo termine, anche a costo di postare di meno sui social. Abbiamo in mente un format, abbiamo scritto un paio di soggetti e abbiamo ricevuto buoni riscontri. Siamo state contattate anche da reti generaliste, ma non sono sicura che quel pubblico sia adatto. LOL? No grazie, preferiamo guardare al cinema o alle serie tv. I nostri riferimenti assoluti sono le grandissime Emanuela Fanelli e Caterina Guzzanti».
 

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