​PUGLIA MON AMOUR/Roberto Donadoni: «Tra pesce crudo e pace, turista anche d'inverno»

Martedì 5 Agosto 2014 di Valeria BLANCO

C’è chi la sceglie per il mare cristallino, chi per la bellezza delle campagne punteggiate da ulivi secolari, chi per la movida e chi ancora per il buon cibo. La Puglia è ormai una delle mete di viaggio più ambite dai turisti. Tra questi, anche tanti ospiti “speciali”: artisti nazionali e internazionali che vi hanno acquistato casa, eleggendo la regione a buen retiro, oppure che ci tornano ogni anno semplicemente per qualche giorno di relax. Questa rubrica dà loro voce per raccontare i tanti volti del territorio dal punto di vista di chi lo ha scelto come “casa”.

A parlare di Puglia oggi è Roberto Donadoni, ex ct della Nazionale, che da qualche anno ha acquistato ua masseria a Savelletri di Fasano, in località Pettolecchia.

Per lui, bergamasco che, anche a detta della moglie Cristina Radice, è puntuale, ordinato, preciso ed estremamente riservato, l’incontro con il Sud gioviale e “caciarone” non deve essere stato facile. Eppure Roberto Donandoni, ex ct della Nazionale, si è lasciato conquistare dalla quiete di Savelletri e, dopo avervi trascorso una vacanza, ha deciso di eleggere la marina di Fasano a buen retiro.

In contrada Pettolecchia ha acquistato e ristrutturato masseria Monsignore, uno splendido casale immerso tra gli ulivi. E in quella casa ci torna spesso: tutte le volte che gli impegni lavorativi glielo consentono, anche d’inverno. Un legame forte, quello con il territorio. Tanto che lo scorso anno Donadoni ha portato il “suo” Parma in pre-ritiro nel Brindisino: albergo a Ostuni e allenamenti sulla sabbia bianca di Lido Bizzarro, nel Parco delle Dune costiere. Riservato e amante della quiete, Donadoni è un frequentatore abituale del green di masseria San Domenico, mentre per il bagno sceglie Coccaro beach. Spesso lo si incontra in spiaggia, dove ama fare lunghe e solitarie passeggiate.

Come ha conosciuto la Puglia?

«Ci sono arrivato la prima volta come turista. Ero in vacanza con alcuni amici e avevamo scelto masseria San Domenico per giocare a golf. Mi è piaciuto molto il posto e, per caso, ho avuto l’occasione di acquistare una casa in campagna. Decisiva è stata la vicinanza con il campo da golf, la mia seconda passione dopo il calcio».

Come trascorre le sue vacanze pugliesi?

«Amo la tranquillità, per cui mi godo molto la casa, la famiglia, la spiaggia, il buon cibo. In Puglia mi piace tutto: ho trovato un connubio perfetto tra luoghi, ospitalità della gente, clima e paesaggio che ha fatto in modo che le cose funzionassero sin da subito».

Il ricordo più bello delle sue frequenti “fughe” a Fasano.

«Non ce n’è uno in particolare. Quando penso alla Puglia, penso alle lunghe passeggiate in spiaggia: tempo permettendo, le faccio anche d’inverno. Odio, invece, la confusione, perciò se al mare c’è troppa gente mi rifugio volentieri nella quiete di casa mia».

Dove la si può incontrare?

«I posti che frequento sono sempre gli stessi: ormai conosco bene la zona, quindi ho i miei ristoranti sia per mangiare la carne che per mangiare il pesce. Qualche volta vado al bar. Prediligo i posti dove riesco a stare tranquillo».

Lei, riservato e preciso, ha faticato molto ad adeguarsi ai ritmi e ai caratteri del Sud?

«All’inizio ho fatto un po’ fatica a rapportarmi con le persone: c’era molta curiosità ogni volta che mi si vedeva in spiaggia o per strada. Poi, però, la gente ha fatto abitudine alla mia presenza e ha anche imparato a conoscermi:sanno che sono riservato e cerchiamo di venirci incontro».

Pregi e difetti dei suoi “concittadini” fasanesi. «Apprezzo molto il carattere tipico della gente del Sud: sono gioviali, ma discreti. Abbiamo trovato un buon equilibrio, anche se devo dire che non c’è stata mai grande invadenza e questa è la cosa che mi piace di più».

Impossibile non toccare l’argomento cacio. Partiamo dal Bari: cosa prevede per il campionato, con la nuova società guidata da Paparesta?

Bari ha una grande voglia di calcio. È una piazza che ha sempre dimostrato di avere voglia di vedere squadre importanti e questo è bello perché se c’è l’entusiasmo, tutto si può incastrare».

La Puglia è nel suo destino: è vero che ha “rischiato” anche di diventare l’allenatore del Lecce?

«La famiglia Semeraro mi aveva contattato, ma poi è andata diversamente e sono approdato in Nazionale».

Ce la faranno, quest’anno, i giallorossi a conquistare la serie B?

«Lo meriterebbero. Il Lecce è abituato ad essere in platee importanti ed è lì che deve tornare».

Dopo Mondiali deludenti, chi potrebbe risollevare le sorti della Nazionale azzurra?

«Per la Nazionale ci vogliono allenatori di un certo calibro e i nomi che circolano in queste settimane sono tutti validi. Non saprei dire quale sarebbe la scelta migliore, ma di certo posso dire che per dare la scossa, il nuovo commissario tecnico deve essere una persona di buon senso».

Torniamo in Puglia: qual è il suo luogo del cuore? «Sono nato in un paese di 5mila abitanti e amo la pace e la tranquillità: Savelletri è una dimensione che mi va benissimo».

E un cibo pugliese di cui non può più fare a meno?

«In Puglia ho imparato ad apprezzare il pesce. Lo amo come lo cucinate voi pugliesi e da qualche anno lo mangio anche crudo».

Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 15:16