Il vino è vegano, idea da bere e da premiare

Il vino è vegano, idea da bere e da premiare
Un riconoscimento a un vino e a un’intuizione preziosa, che entrano a pieno titolo tra le eccellenze made in Salento, destinate a diventare traccia importante della storia della nostra terra. Un riconoscimento speciale, nell’ambito dell’ottava edizione del Premio Terre del Negroamaro andata in scena venerdì, conferito all’azienda vinicola “Feudi di Guagnano” «per aver dato lustro a Guagnano e alle Terre del Negroamaro producendo il primo Negroamaro Vegano al mondo, e per le numerose recensioni positive finora ottenute».

Si chiama “Vegamaro”, dal nome che non è altro che la fusione dei due termini che ne costituiscono l’essenza stessa, Vegano e Negroamaro, ed è un vino tutto dedicato al mondo del veg, il primo in assoluto partorito da uve che costituiscono un tratto imprescindibile della terra salentina, premiato sul grande palco di piazza Madonna del Rosario nel corso della kermesse organizzata dal Comune e dai volontari del comitato tecnico dell’evento, che ha radunato quest’anno, nel piccolo borgo guagnanese, oltre 25mila visitatori.
Un vino vegano, con tanto di attestazione rilasciata dall’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale di Bologna, «dal colore rosso rubino acceso, con olfatto ricco di frutti rossi croccanti, note vegetali, sfumature di spezie dolci ed accenni tostati di tabacco», che nasce a Guagnano, dall’azienda messa su nel 2002 da Gianvito Rizzo, Franco Maldarelli e Carlo Maci, per portare avanti «la passione grande dei nonni vignaiuoli – raccontano - cogliendo tutta la fatica e lo spirito di sacrificio di gente nata e cresciuta in un lembo di sud dove spesso il quotidiano tendeva a confondersi con il sempiterno, di cui ancora si sente lo stridio delle ruote sulle mulattiere e le voci fra le vigne a fare da crinale tra la notte e il giorno».
 
Un’azienda di certo innovativa, con uno sguardo sempre attento verso i tempi che cambiano, che si è munita di un App dedicata per interagire al meglio con i “technology consumers” e che nel febbraio 2016 ha dato vita al primo vino «nel gusto e nell’olfatto del tutto uguale al Negroamaro convenzionale – fanno sapere – realizzato senza adoperare alcuna sostanza di origine animale durante tutte le fasi del processo produttivo».
Tanti i riconoscimenti di portata notevole assegnati all’azienda in pochi mesi, dentro e fuori i confini nazionali, per questa idea così al passo con le tendenze alimentari degli ultimi tempi, e che hanno condotto il Vegamaro ad entrare a pieno titolo tra le “ragioni” che portano Guagnano, nel terzo venerdì dell’agosto di ogni anno, a premiare coloro che hanno reso onore alla loro terra attraverso la propria opera professionale.
A ritirare il riconoscimento, consegnato direttamente dalle mani del presidente di Coldiretti Puglia Gianni Cantele, c’erano i tre soci della Feudi di Guagnano insieme al 22enne Salvatore Rizzo, figlio di Gianvito, uno dei titolari, che su quel Vegamaro, ormai vero e proprio gioiello di famiglia, ha deciso di incentrare la sua tesi di laurea in Economia Aziendale e Management che discuterà il prossimo settembre presso l’Università Bocconi di Milano.

«Abbiamo accolto con particolare soddisfazione – dice proprio Gianvito Rizzo – il premio che il sindaco Fernando Leone, insieme all’Amministrazione Comunale, ha voluto conferire alla nostra cantina per aver prodotto e imbottigliato, per prima al mondo, un Negroamaro vegan. È un riconoscimento che premia lo sforzo di ricerca e innovazione continua che vede impegnati tutti i collaboratori della nostra azienda, da chi cura le vigne a chi opera in cantina, dalla fase di produzione a quella logistica, dal marketing alla comunicazione».

«Il Vegamaro – aggiunge – non è nato per caso o per cavalcare l’onda lunga dell’ultima moda alimentare: è soprattutto il risultato di un processo di ascolto e osservazione attiva nei confronti di un modo diverso di alimentarsi e che noi non giudichiamo, convinti che nei confronti del cibo occorre sempre essere tolleranti. Il successo del Vegamaro – conclude - nei prossimi giorni sbarcherà a Hong Kong grazie a dei giovanissimi importatori pugliesi, cosa che ci rende inevitabilmente orgogliosi, così come ci rende felici il fatto che, grazie al riconoscimento ricevuto a Guagnano, esso si sia legato ad una manifestazione, quale è il Premio Terre del Negroamaro, che di anno in anno raggiunge consensi sempre maggiori».
 
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Domenica 21 Agosto 2016 - Ultimo aggiornamento: 16:09