Venti quadri a Gallipoli per ricordare Enzo Sozzo

Venti quadri a Gallipoli per ricordare Enzo Sozzo
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Sabato 25 Giugno 2022, 05:00

“Avevo frequentato la Scuola di disegno alla “Maccagnani”, nella Società operaia di Lecce. La sera, tornando a casa dopo le riunioni, mi sedevo davanti al cavalletto e dipingevo per ore e ore, a volte anche tutta la notte. In quel periodo, chi mi seguiva, chi mi incoraggiava era mio padre, che di mattino presto veniva a casa mia a prendere il caffè e, guardando i miei quadri, diceva: “ma a che servono questi lavori se la gente non li vede?” Dopo aver sentito per anni questa frase, mi decisi allora ad organizzare una prima mostra”.

Era il 1957 quando Enzo Sozzo, il pittore delle carrozzelle, organizzò la sua prima esposizione al Caffè “Santachiara” in via Trinchese a Lecce. Tra il pubblico anche Rina Durante e Vittorio Bodini, un mix di cultura e amicizia che lo accompagnarono per tutta la vita. La sua arte, le sue opere furono da subito apprezzate dai critici d’arte. Fu così che ogni anno il maestro Sozzo organizzava la sua esposizione, a partire dalla sua amata Lecce. Appuntamenti fissi Otranto, Gallipoli, Santa Maria di Leuca.

In mostra una ventina di opere dal 1960 al 1990

Quest’anno, a quasi trent’anni dalla sua morte (è deceduto il 7 ottobre 1993), le opere di Enzo Sozzo ritornano a Gallipoli presso l’Hotel Bellavista Club della catena Caroli Hotels. Una mostra organizzata dal figlio Carlo che ha voluto ripercorrere quelli che erano gli appuntamenti più importanti dell’estate che il padre organizzava ogni anno concludendo la stagione delle esposizioni a Lecce. In mostra circa 20 opere realizzate nel periodo dal 1960 al 1990.

La mostra, aperta dal 25 giugno al 31 agosto, sarà inaugurata stasera alle 19 alla presenza del sindaco di Gallipoli e presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva, del figlio Carlo Sozzo e degli amici del pittore partigiano. 
Conosciuto in Italia e nel mondo per le sue carrozzelle e il barocco dei palazzi e delle chiese leccesi, Sozzo ha fermato sulle tele la bellezza della sua terra che amava profondamente, i paesaggi rurali, le marine della costa salentina, gli ulivi contorti dal vento, i fiori di campo.

"Il pane e il sole della sua terra"

«Enzo Sozzo è un pittore leccese che ha in bocca il pane e il sole della sua terra - scrisse Ulisse Giglioli, critico d’arte - le sue spatole, i suoi pennelli affondano sempre nella realtà: una realtà fatta di gente vecchia, usurata dai sacrifici simili agli ulivi contorti dal tempo, che nelle sue tele fiancheggiano le infuocate strade del meridione».

«Enzo Sozzo rappresenta un esempio concreto di artista lontano da ogni “moda” corrente e caratterizzato da una vena poetica decisamente personale e del tutto spontanea. I suoi quadri sul barocco leccese, con il gioco dei colori sapientemente dosati in modo tale da ricostruire e interpretare prospetti di immagini del suo Salento, sono espressi in forma perfettamente comprensibile anche al profano di arti figurative - scrive il critico d’arte Giorgio Caputo - la comunicazione che si stabilisce tra il quadro e l’osservatore è immediata anche se un più approfondito studio semantico della pittura di Sozzo permette di rilevare un’accurata ricerca del tratto e una indiscutibile capacità di dipingere e disegnare». 

Partigiano nella Seconda Guerra Mondiale, poi tra i fondatori del Pci

Nato a Lecce nel 1917, secondogenito di sei figli, Sozzo ha una formazione autodidatta, ad eccezione della scuola di disegno della Maccagnani. Partecipa alla campagna d’Africa, arruolandosi nell’Esercito, ma non condividendo le scelte del regime, abbandona l’Esercito per arruolarsi nelle file partigiane. E’ dopo la fine della seconda guerra mondiale e la caduta del ventennio fascista che Sozzo, messa da parte la pittura, può ricominciare a dedicarsi alla sua arte e alla politica: tra i fondatori del Partito Comunista in Italia, Enzo Sozzo, da adulto decide di migliorare le conoscenze e tecniche artistiche, diplomandosi all’Istituto d’Arte di Urbino.

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