Per il commissario De Luca tre delitti nell’inverno più nero

Martedì 24 Marzo 2020 di Eraldo MARTUCCI
Lo scrittore Carlo Lucarelli
Ci sono dei personaggi che diventano talmente familiari con i lettori che appena terminata una storia non si vede l'ora di cominciare a leggerne una nuova. Ed è appunto il caso del commissario De Luca, formidabile poliziotto di carta creato trent'anni fa da Carlo Lucarelli, lo scrittore parmense che si è anche inventato un modo di raccontare i casi di cronaca nera in televisione facendo scuola con la trasmissione Blu Notte. A dare il nome Achille al suo protagonista, oltre che un volto, quello di Alessandro Preziosi, ci ha poi pensato la Rai nella fiction mandata in onda nel 2008.

In questi giorni è uscito il sesto romanzo della serie, L'inverno più nero, edito da Einaudi Stile Libero.
Per conoscerlo più da vicino ricordiamo intanto che il poliziotto De Luca, vincendo il concorso nel 1928, è diventato il più giovane commissario della polizia italiana, dimostrando subito di sentirsi ed essere un servitore dello Stato più che dei suoi rappresentanti, avendo a cuore solo l'indagine: non a caso sono un poliziotto, è il mio mestiere scoprire le cose è la frase che usa spesso forse anche per giustificare il suo voltarsi dall'altra parte. Un personaggio contemporaneamente positivo e negativo, il cui debito letterario, come ha più volte ricordato l'autore, è stato I ragazzi del massacro di Giorgio Scerbanenco.

Se nei primi tre romanzi De Luca conduce le sue indagini durante quel torbido passaggio della storia italiana che va dalla fine del fascismo alla ricostruzione passando per la guerra partigiana, nel quarto libro, Intrigo Italiano, la vicenda si sposta nel 1953 in un'Italia non ancora pacificata e che inizia a diventare preda delle trame dei servizi segreti. In questo andare avanti e indietro nel tempo, Lucarelli è poi ritornato con Peccato mortale a quei mesi convulsi tra l'arresto di Mussolini, nel luglio del 1943, e l'8 settembre.
E assieme al commissario, ormai associato definitivamente a una squadra autonoma della polizia politica repubblichina, c'è un'altra protagonista, la città di Bologna, che rimane elemento fondamentale anche per la trama di questa nuova avvincente avventura, ambientata nel dicembre 1944 con la consueta miscela di realismo, invenzione e documentazione storica.

«Bologna ritorna spesso nei miei libri. Ma questa del 1944 è stata una scoperta - ha sottolineato Lucarelli - è una città che cambia molto la dinamica del giallo e anche quella dei personaggi, perché non puoi fare altro che prendere su e cominciare a scarpinare in mezzo ai tedeschi e alle brigate nere per riuscire ad arrivare in un posto e farti dire qualcosa. Forse bombardano. Forse c'è una retata. È una città lenta ma concitata».

Bologna sta infatti vivendo il suo inverno più nero, e ai continui episodi di guerriglia partigiana le Brigate Nere rispondono con tale ferocia da mettere in difficoltà lo stesso comando germanico. Anche per De Luca quei mesi maledetti sono un progressivo sprofondare all'inferno. Poi succede una cosa. Nella Sperrzone, il centro della città sorvegliato dai soldati della Feldgendarmerie, pieno di sfollati, con i portici che risuonano dei versi degli animali ammassati dalle campagne, vengono ritrovati tre cadaveri. Tre omicidi su cui il commissario è costretto a indagare per conto di tre committenti diversi e con interessi contrastanti.
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