Due scatole dimenticate un viaggio in Vietnam, il nuovo film di Paolo Pisanelli

Lunedì 27 Gennaio 2020
Due scatole dimenticate un viaggio in Vietnam, il nuovo film di Paolo Pisanelli e Cecilia Mangini, in anteprima mondiale al prestigioso International Film Festival Rotterdam. Nei giorni scorsi il documentario prodotto da OfficinaVisioni in collaborazione con RaiCinema, con il sostegno di Sardegna Film Commission, distribuito da Kiné, è stato proiettato per ben tre volte alla presenza dei due registi.
Evoluzione del cortometraggio Le Vietnam sera libre, Due scatole dimenticate racconta l'esperienza vietnamita di Cecilia Mangini attraverso le immagini e la voce narrante della regista tra le pioniere del documentario in Italia.
Due scatole dimenticate è un film da camera che parla di guerra, della memoria che svanisce, di sfide contro il tempo che passa. Ripercorre i momenti salienti della presenza della regista e del marito Lino del Fra nel Sud Est asiatico grazie al ritrovamento di due scatole da scarpe colme di negativi fotografici dimenticati per più di cinquant'anni. Ricostruisce fotogramma dopo fotogramma tre mesi di sopralluoghi al confine con la Cina raccontando la resistenza di un popolo deciso a conquistare l'unità e l'indipendenza. Per la pericolosità dei bombardamenti americani, sempre più pesanti e vicini, Lino e Cecilia furono costretti a rimpatriare insieme a tutte le delegazioni internazionali e stranieri presenti ad Hanoi, vedendo così naufragare la possibilità di realizzare un documentario. Attraverso immagini di archivio in gran parte inedite, vuoti di memoria, scritti e ricordi, Due scatole dimenticate ridà vita a quei paesaggi e a quell'esperienza. In tempi diversi porta a compimento il film di guerra che i due registi avrebbero voluto far conoscere, riconciliando la regista con il passato.
«Fare un documentario su un reportage fotografico ritrovato e un progetto di film non realizzato non è solo un esorcismo contro il tempo e le occasioni perdute: è il recupero di storie vissute, di immagini affascinanti, di un pezzo importante della Storia di tutti. È molto importante sapere che un piccolo popolo è riuscito a sconfiggere una grande potenza politica e militare. Questa resistenza è un valore da ricordare, è anche un invito a non arrendersi mai. La protagonista vaga all'interno della sua casa, ma è un'artista combattente, capace di sfidare le ferite della memoria e della sua storia», racconta il regista Paolo Pisanelli, coautore del film e impegnato da diversi anni nel lavoro di valorizzazione e ricerca sulla figura della regista, tra le più significative della storia del cinema italiano, attraverso mostre, progetti audiovisivi autoriali e come direttore artistico de La Festa di Cinema del reale.
Una delle proiezioni è stata anche preceduta da un panel sul ruolo delle donne nel cinema a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta e da una conferenza che ha visto tra le protagoniste Cecilia Mangini insieme a quattro cineaste internazionali come Raquel Chalfi, Annette Apon, Mette Knudsen e Aparna Sen. Seppur con traiettorie molto diverse, le registe hanno confrontato le loro esperienze, professionali e di vita, e la loro visione attuale sullo scenario contemporaneo.
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