I Manetti Bros: «Il nostro film su Diabolik sarà una storia d'amore»

I Manetti Bros: «Il nostro film su Diabolik sarà una storia d'amore»
Criminale è, e criminale resta. Diabolik non rinnegherà certo la propria natura per il solo fatto di passare dalla carta stampata dei fumetti al grande schermo dei cinema. Eppure il film che lo vedrà presto protagonista sarà anche una grande storia d'amore. Grande quanto quella che sin dal giorno in cui mosse i primi passi, o quasi, lo lega alla sua bella e altrettanto spregiudicata compagna di vita e di imprese malavitose: Eva Kant.

Era il 1962 quando le sorelle Angela e Luciana Giussani mandarono nelle edicole la loro creazione, provocando una sorta di duplice scandalo editoriale. Da un lato perché per la prima volta l'eroe di un fumetto (sia pure per adulti) era un ladro e spietato assassino destinato a far vincere sempre e comunque il Male contro la legge rappresentata dall'alquanto inetto ispettore Ginko; dall'altro perché a dargli vita erano state, appunto, due donne.
Ma le provocazioni delle sorelle Giussani non erano finite lì. Eva Kant comparve quasi subito, sin dal terzo numero del giornalino, agli inizi del 1963, e fu un altro schiaffo ai benpensanti dell'epoca: lei era bella, intelligente, ricca e altolocata, ma non esitò a schierarsi dalla parte di quel criminale che lanciava pugnali come fossero caramelle. Lei si innamorò di lui, lui di lei, e da quel momento furono amanti e complici.

Da quel giorno a oggi sono trascorsi 57 anni e 867 numeri del giornalino (con quello in edicola a maggio) e tra Eva e Diabolik non è cambiato nulla. E il loro amore, accanto alle loro imprese, come si diceva sarà presto raccontato in un film che i Manetti Bros, i due fratelli registi romani, stanno già preparando. Lo hanno annunciato loro stessi, ieri a Napoli dove sono tra gli ospiti dell'annuale Comicon, il salone internazionale del fumetto in corso alla Mostra d'Oltremare fino a domenica, in un incontro a cui ha partecipato anche Mario Gomboli, direttore generale della casa editrice Astorina che pubblica il fumetto.

«Stiamo scrivendo la sceneggiatura - ha detto Antonio Manetti - sulla base di un soggetto molto dettagliato e contemporaneamente stiamo pensando alle location e al cast. Per la metà del 2020 il film dovrebbe essere nelle sale».

Al centro della trama, ambientata negli anni Sessanta, ci sarà proprio il primo incontro tra il mitico criminale e la sua compagna.

«Fu proprio durante il Comicon ha poi aggiunto Marco Manetti che quattro anni fa conoscemmo Gomboli, perché eravamo assieme nella giuria dei Premi Micheluzzi. Durante quelle giornate entrammo in confidenza e gli dicemmo quanto ci sarebbe piaciuto, da fans del personaggio, poter lavorare a un film su Diabolik».

Quando quella prima idea si trasformò poi in una proposta concreta, e scritta, Gomboli fu conquistato. «Quelle pagine - ha raccontato ieri - le aspettavo da vent'anni. Mi erano arrivati diversi progetti su Diabolik ma tutti ingabbiavano il personaggio in schemi prestabiliti che non gli appartengono». Per questo, dopo l'unico realizzato da Mario Bava nel 1968, non è mai stato fatto più alcun film su Diabolik né per il cinema, né per la tv. «Tutti infatti volevano trasformare il personaggio in qualcun'altro. Stavolta invece capii che i Manetti Bros non avrebbero stravolto il personaggio e decisi di fidarmi e accettare».

«La magia di Diabolik - ha quindi spiegato Marco Manetti - è che commette azioni terribili, ma il lettore parteggia sempre per lui. Lui è Eva sono due anarchici in un sistema assoggettato a troppe regole, è questo che dobbiamo conservare anche al cinema. Sul grande schermo non bisogna cadere nell'errore di contestualizzare il personaggio con un approccio realistico. Diabolik appartiene al mondo della fantasia, non esiste davvero, è una sorta di gioco ed è fortemente simbolico».

Il film, prodotto da Rai Cinema e dagli stessi Manetti Bros, è ancora in fase di pre-produzione. «Abbiamo terminato il soggetto e continuano i due registi stiamo finendo di scrivere anche la sceneggiatura, assieme a Gomboli e a Michelangelo La Neve. Gireremo gli interni a Bologna, mentre ricostruiremo a Milano la città fittizia di Clerville, che ospita le avventure del personaggio. A Trieste, invece, ambienteremo la località marina di Ghenf. Con la difficoltà, naturalmente, della ricostruzione anni Sessanta. E stiamo iniziando a visualizzare, oltre ai luoghi, anche le fattezze dei personaggi».

Sui nomi degli attori che vestiranno i panni di Diabolik ed Eva Kant, invece, i Manetti Bros non si sbilanciano. «E' ancora presto - dicono - qualche idea c'è, ma nulla di definito».
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Venerdì 26 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 22:02