Franzutti e il Balletto del sud, omaggio al poeta Bodini

Giovedì 8 Aprile 2021 di Eraldo MARTUCCI
Foto di repertorio

Tra i personaggi d'eccellenza salentini c'è senz'altro Vittorio Bodini, nato nel 1914 a Bari da genitori leccesi e scomparso nel 1970. Grandissimo poeta, narratore, appassionato ispanista ed eccellente traduttore: il suo Don Chisciotte è tuttora un modello insuperato di limpidezza, per la linearità con cui restituisce il lucido smalto alla prosa di Cervantes, e al tempo stesso di arguzia. Alla sua città, amata e odiata allo stesso tempo, dedicò il suo unico romanzo, Il fiore dell'amicizia scritto fra il 42 ed il '46 mentre il Sud, inteso soprattutto come Salento, divenne il fil rouge nel 1952 de La luna dei Borboni, il suo primo libro poetico.

 

La produzione


A questo capolavoro si è ispirata la nuova produzione del Balletto del Sud intitolata appunto La Luna dei Borboni, con le coreografie di Fredy Franzutti su musiche appositamente create da Rocco Nigro e Giuseppe Spedicato. Lo spettacolo, che debutta oggi a porte chiuse nel Teatro Apollo di Lecce con la registrazione video per la futura diffusione in streaming, ha il patrocinio e l'autorizzazione al titolo del Centro Studi Bodini e rientra nella rassegna Custodiamo la Cultura in Puglia. Questo nuovo lavoro è realizzato per sette danzatori: Nuria Salado Fustè, Matias Iaconianni, Alice Leoncini, Ovidiu Chitanu, Aurora Marino, Lorenzo Lupi e Margherita Cardinalini. Una prima per forza di cose senza pubblico che rappresenta l'atto di resistenza di una prestigiosa compagnia di danza, che ha usato questi mesi di stop forzato dei teatri, dovuto alla pandemia, per dedicarsi a nuove creazioni e farsi, quindi, trovare pronta con titoli inediti da proporre già nei cartelloni estivi. «Mi piacerebbe debuttare dal vivo quest'estate nella piazzetta di Cocumola, se l'amministrazione comunale accoglierà la mia proposta», è l'auspicio di Franzutti.

 

Lo spettacolo (a porte chiuse)

 

Lo spettacolo mette in scena le atmosfere evocative dell'area mediterranea raccontata dal poeta. Il Sud è per Bodini un'originale invenzione, che parte da una precisa realtà storica e geografica, con tutti i problemi di natura sociale ed economica, ed elabora in una reinvenzione fantastica. «Il luogo è fatto di atmosfera, di costumi, di abitudini di vita di una concreta realtà e anche se non mancano gli elementi reali, da cui si parte per poi trasfigurarli in progetto futurista spiega il coreografo - la situazione è sognante e rilassata come il ricordo di una festa di un santo nella piazzetta del quartiere, dove eravamo ancora tutti assieme, tutti vivi. Il Meridione è sospeso ed immutabile e anche l'Unita d'Italia - intesa come fenomeno della contemporaneità o paradigma degli eventi del contemporaneo non modifica e non condiziona lo stato delle cose che continuano nella condizione di rarefatta esistenza, di incontro collettivo inconsapevole, di oblio delle problematiche contingenti». Franzutti usa un linguaggio personale proteso verso il teatro contemporaneo, collegando lo spettacolo alla propria produzione iniziale. Utilizza come elementi ispirativi e asse della ricerca le pertinenze territoriali con il Sud, inteso come appartenenza alla Magna Grecia, rapporto con i popoli del mare, come utilizzo della matrice popolare, adopero dell'argomento e del testo di provenienza o soggetto mediterraneo per la nuova narrativa coreografica.

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