Un museo del tarantismo nell'antico palazzo

Mercoledì 12 Agosto 2020 di Anna Manuela VINCENTI
E' nato a Melpignano il primo Museo del Tarantismo. Nel Palazzo Marchesale Castriota Scanderberg di via Roma sono esposte, per la prima volta, circa cento opere, alcune rarissime, tra cui libri, incisioni e oggetti vari provenienti dalla collezione privata dell'artista poliedrico ed étoile Toni Candeloro.
Un excursus storico e cronologico che va dal Cinquecento ai giorni nostri, allestito al primo piano di uno dei palazzi più belli del Salento, riportato, dopo decenni di restauri, agli antichi splendori.
Il Museo Storico del Tarantismo sarà custode e anima di scritti, stampe ed oggetti che documentano come il fenomeno del tarantismo sia stato oggetto di interesse e di studio nel corso dei secoli. Vi sono esposte testimonianze che vanno dall'antropologo storico del Novecento Ernesto De Martino al gesuita tedesco del Seicento Athanasius Kircher, che raccontano come il tarantismo sia passato da un riferimento popolare a rappresentazione lirica all'Opera di Parigi dove è stato portato in scena.

Il percorso comincia con L'allegoria della Puglia, stampa del 1625, tratta dalla nuovissima Iconologia di Cesare Ripa, che raffigura la Puglia vestita con un abito velato con delle piccole tarantole. «Un'allegoria interessante che parla della storia della tarantola, del suo veleno e di tutto ciò che ruota intorno alla sua fama, quello che provocherebbe ai corpi morsicati e degli strumenti che vengono utilizzati per stimolare la danza per espellere il veleno», spiega Federica Tornese, curatrice dell'allestimento.

Uno dei pezzi più importanti e preziosi per il museo è il rarissimo Magnes, sive de arte magnetica opus tripartitum, opera di Athanasius Kircher del 1643. Il testo, in cui lo studioso racconta come il veleno stimolato dalla musica spinga l'uomo alla danza, è collocato in un ambiente straordinario del palazzo, la Sala delle Prigioni, in una vetrina al centro della stanza, un posto d'onore per la rilevanza e l'importanza che rappresenta.
Molti dei documenti esposti nel Museo Storico del Tarantismo di Melpignano sono stati raccolti da Candeloro nel corso degli anni 90, quando è iniziato il suo interesse per la teatralizzazione della Taranta. Toni Candeloro è considerato pioniere di un percorso che vede un coreografo e danzatore di estrazione classica occuparsi dell'espressione popolare della sua terra e della Taranta. Da sempre egli ha affiancato l'impegno sulla scena allo studio, alla ricerca e al collezionismo, in una visione tridimensionale dell'arte della danza, tesa a favorirne la sua divulgazione. Un artista salentino che oggi offre a tutti, attraverso una parte della sua collezione, l'opportunità di studiare e contemplare documenti e immagini capaci di dare forza e ispirazione al mondo contemporaneo nello studio della Taranta.

Frutto di curiosità, determinazione e passione, il Museo Storico del Tarantismo era un progetto su cui da tempo il coreografo lavorava, proprio con l'idea di costituire qualcosa di concreto sull'ancestrale danza della Taranta. A trasformarlo in realtà è stato l'incontro con il sindaco di Melpignano Ivan Stomeo che ha condiviso subito l'importanza e il valore storico-culturale di quella collezione disponibile ad aprirsi ai salentini e a tutti coloro che amano il mondo della Taranta, rappresentando un notevole passo in avanti nella scrittura della storia del Sud Italia e in particolar modo della Grecìa Salentina.

Federica Tornese, storica del costume, ha curato il percorso e l'allestimento museale, in collaborazione con l'architetto Maddalena Cotardo. Il Museo Storico del Tarantismo di Melpignano è il primo importante tassello di un percorso di valorizzazione del Palazzo Marchesale e del suo giardino storico (inaugurato pochi giorni fa), come attrattore culturale al servizio della filiera delle imprese creative culturali di Puglia.
In occasione dell'inaugurazione del Museo è stato presentato anche il catalogo, edito da Kurumuny e dedicato al ricercatore scomparso Sergio Torsello, con testi in italiano e in inglese, ricco di immagini e approfondimenti sulle opere esposte, anch'esso a cura di Federica Tornese.

L'apertura del museo al pubblico, con ingresso contingentato e prenotazione obbligatoria, si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti-covid. Il Museo Storico del Tarantismo di Melpignano, così come il Palazzo Marchesale che lo ospita, sarà visitabile, nel periodo estivo, tutti i giorni dalle 19 alle 23. Info e prenotazioni al numero 375/6041184.
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