Santa Cristina e la Storia negli affreschi millenari

Sabato 30 Maggio 2020 di Anna Manuela VINCENTI
Anniversario millenario alla cripta di Santa Cristina di Carpignano Salentino, proprio a maggio 2020 i dipinti di Eustazio compiono mille anni.
La grotta rupestre, ufficialmente chiesa della Madonna delle Grazie, ospita affreschi di scuola italo-greca bizantina, firmati e datati sono i più antichi di cui si abbia traccia. Grazie alla peculiarità di queste iscrizioni per la prima volta autografate e datate, è una delle più conosciute e studiate al mondo, è anche l'unica cripta bizantina che compare sui libri di storia dell'arte, proprio per l'importanza che ricopre nel mondo orientale.
All'interno della Cripta di Santa Cristina sono custoditi, infatti, cicli pittorici dal valore inestimabile. Le pitture più antiche, risalenti al 959 (nel 2019 hanno compiuto 1060 anni) sono quelle del pittore Teofilatto, che, grazie all'iscrizione sappiamo è stato commissionato dal presbitero Leone. Il secondo gruppo pittorico richiesto da un tale Aprile, è stato realizzato da Eustazio nell'anno (6528) corrispondente al 1020. Il terzo gruppo pittorico firmato, realizzato dal pittore Costantino, è distribuito a forma di elle nel corpo centrale della chiesa è stato eseguito su incarico del presbitero PancKize.

A queste iscrizioni segue l'epigrafe della tomba del piccolo Stradicullis, iscrizione in dodecasillabi bizantini databile tra il 1050 e il 1075.
L'affresco di Teofilatto occupa l'abside destro, quello di Eustazio si trova sulla parete rivolta verso est nell'abside di sinistra. È composto, al centro, da un Cristo Pantocratore assiso in trono con la mano destra benedicente e la mano sinistra nell'atto di tenere un vangelo, alla sua destra è raffigurata una Theotòkos ossia colei che ha generato Dio e a sinistra un Arcangelo Michele acefalo.

L'iscrizione di Eustazio recita: Ricordati Signore del servo tuo Aprile di sua moglie e dei suoi figli, di lui che mosso da intenso desiderio ha fatto preparare queste pareti e dipingere queste venerabili icone nel mese di maggio dell'edizione terza 6528, scritto per mano di Eustazio pittore amen.
Nella scritta più antica, quella di Teofilatto, invece si legge: Ricordati Signore del servo tuo Leone presbitero di sua moglie Crisolea e di tutta la sua famiglia amen. Scritto per mano di Teofilatto pittore nel mese di maggio della seconda edizione nell'anno 6467 ossia 959.

La terza iscrizione è quella tardo bizantina di Costantino e per la prima volta riporta la dicitura del luogo Carpignano e ricorda la tomba di un bambino. Il sepolcro di Stradicullis è una sepoltura ad arcosolio nel cui intradosso sono affrescati una Vergine con bambino e San Nicola, sulla parete di fondo Santa Cristina. La tomba è arricchita da iscrizioni in dodecasillabi e si ritiene essere unica nel suo genere nell'intero bacino del Mediterraneo. Celebra la memoria di un fanciullo, soprannominato Stradicullis, letteralmente piccolo grande stratega, a lui dedicata dal padre, uno spadaro di nome incerto del quale sono visibili tre lettere: Y, R, A. In quest'iscrizione si fa riferimento a una scuola presente a Carpignano e per la prima volta, in periodo tardo bizantino, si riporta il nome Carpignana. Già all'epoca il paese grico era importante asse viario da Lecce verso Otranto.

Nell'800, il primo a dare memoria di questa chiesa per le sue testimonianze rarissime, è stato Cosimo De Giorgi nei suoi Bozzetti di Viaggio. È sconosciuto il perché entrambe le scritte, come attestato, siano state realizzate nel mese di maggio. Probabilmente per una questione di praticità: perché c'era più luce ed essendo le giornate più lunghe si poteva dipingere per un periodo maggiore nell'arco della giornata, ma non c'è nessuna certezza in tal senso.

La cripta di Santa Cristina è paleocristiana e nasce in seno alla tradizione Orientale, conserva il rito greco sino al XVI secolo. Il 6 di gennaio ospita il rito cattolico bizantino della Teofania, una cultura che si sposa con la religiosità tardo Cristiana. In occasione dello scorso 6 gennaio la Teofania è stata celebrata nella chiesa matrice, perché proprio in occasione dei primi festeggiamenti millenari ha richiamato molta gente ed è stata seguita da molti fedeli.

Russi e greci sono i maggiori visitatori che giungono a Carpignano per studiare il particolare fenomeno. Il consistente numero di turisti e visitatori è dovuto anche all'impegno dell'associazione Nea Carpignana che da circa vent'anni si occupa di promuovere la conoscenza della cripta.
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