Vaia (Spallanzani): «Lavoreremo con Sudafrica ad un nuovo vaccino. Omicron non mi preoccupa»

Il nuovo mutante «non ha affatto una maggiore patogenicità, anzi: la malattia è assolutamente medio-lieve»

Giovedì 2 Dicembre 2021
Francesco Vaia, direttore dell'Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani di Roma

Al via collaborazione tra Italia e Sudafrica per sperimentare un nuovo vaccino mRna. Lo ha annunciato Francesco Vaia, direttore dell'Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani di Roma al Tg4.

 

La battaglia in corso contro Covid-19, con il nostro Paese che nella fotografia dell'Europa scattata dall'Ecdc mostra una situazione migliore rispetto a quella degli altri Paesi, sta dimostrando che «una volta tanto l'Italia eccelle. La via italiana è veramente quella giusta - ha detto Vaia - e siamo talmente stimati che in Sudafrica ci hanno chiesto una collaborazione per sperimentare insieme un nuovo vaccino a mRna. È una bella notizia, un attestato della nostra capacità di essere dei buoni scienziati». «Noi» allo Spallanzani, ha sottolineato, «siamo gli unici in Italia e forse in Europa ad avere un contatto diretto con i colleghi del Sudafrica» sulla nuova variante Omicron di Sars-CoV-2.

 

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La variante Omicron per il direttore dello Spallanzani non deve fare paura: «Assolutamente no. Non mi preoccuperei affatto», rassicura il direttore dello Spallanzani che sulla base dei dati discussi con l'Inmi dai medici sudafricani avanza un'ipotesi: «Questa potrebbe essere una variante benigna», dice, considerando che provoca in genere sintomi di entità «medio-lieve» pur in una popolazione con una «bassa percentuale di vaccinati» come quella sudafricana. «Anche in forza di questo - spiega - i colleghi della delegazione con cui ci siamo confrontati auspicano una rivisitazione delle misure» di restrizione sui viaggi «che sono state messe in campo dai Paesi europei verso il Sudafrica. E io credo che ci siano buone motivazioni per poterle rivedere».

 

«Noi allo Spallanzani - evidenzia Vaia - siamo gli unici in Italia e forse in Europa ad avere un contatto diretto con i colleghi del Sudafrica. Ci hanno mostrato i dati e i dati ci dicono in una maniera inequivocabile che potrà esserci probabilmente, come è successo altre volte, una sostituzione da parte di questa variante Omicron del virus, ma che» il nuovo mutante «non ha affatto una maggiore patogenicità, anzi: la malattia è assolutamente medio-lieve» e «probabilmente, utilizzo il probabilmente, potremmo, e sottolineo potremmo, trovarci in una di quelle fasi della pandemia per cui il virus muta, ma potrebbe mutare anche in una forma benigna». «Siamo ancora nel capo delle ipotesi perché Omicron è stata isolata l'11 novembre», puntualizza il direttore dello Spallanzani, e «comunque i dati sono assolutamente confortanti. Non c'è da preoccuparsi - ripete Vaia - e in Italia, quei pochissimi casi che ci sono, sono praticamente tutti asintomatici». 

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