Novavax, quali sono gli effetti collaterali e le differenze con Pfizer e Moderna

Dati incoraggianti sull'efficacia e tecnologia più classica rispetto all'm-Rna: i punti di forza del nuovo scudo contro il SARS-CoV-2

Lunedì 20 Dicembre 2021
Novavax, dalle reazioni avverse alla tecnologia: tutto quello che c'è da sapere sul nuovo vaccino Covid

Novavax, tutto quello che c'è da sapere sul nuovo vaccino contro il Covid appena approvato dall'Agenzia europea del farmaco (Ema). Pochi e di lieve entità gli effetti collaterali, la tecnologia è diversa dai vaccini a m-Rna prodotti da Pfizer e Moderna: ecco la guida al nuovo vaccino.

 

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Vaccino Novavax, gli effetti collaterali

Il vaccino Novavax è stato testato ufficialmente su 15.139 persone. Nello scorso settembre sono stati pubblicati, sul New England Journal of Medicine, i dati sui possibili effetti collaterali. Riscontrato un solo caso di miocardite, avvenuto tre giorni dopo la seconda dose e con il paziente che si è completamente ripreso dopo due giorni di ricovero. Per il resto della platea, tra gli effetti collaterali più comuni sono stati riscontrati mal di testa, dolori muscolari, stanchezza e febbre.
Studi analoghi sono stati effettuati anche al di fuori degli Stati Uniti. I primi Paesi ad autorizzare il vaccino Novavax sono stati Indonesia e Filippine, seguiti poco dopo dagli Emirati Arabi Uniti. Con l'approvazione dell'Ema, il vaccino sarà disponibile a breve anche in Italia.

 

Vaccino Novavax, i dati sull'efficacia

Gli studi clinici sull'efficacia del vaccino Novavax sono stati condotti negli Stati Uniti, in Messico, nel Regno Unito e negli Emirati Arabi Uniti. Tra Usa e Messico il nuovo vaccino anti-Covid è stato testato su 30mila persona e ha dimostrato una protezione del 100% contro la malattia moderata e grave, un'efficacia del 93,2% contro le varianti più diffuse e un'effiacia complessiva del 96,4%.
Leggermente più bassi i dati sull'efficacia che emergono dagli studi condotti nel Regno Unito, su 15mila persone. Il vaccino ha dimostrato un'efficacia del 96,4% contro il ceppo virale orginale, dell'86,3% contro la variante Alpha (inglese) e un'efficacia complessiva dell'89,7%.

 

Vaccino Novavax, come viene somministrato

Ogni fiala di vaccino contiene dieci dosi e può essere conservato a temperature standard di frigorifero, quindi più alte rispetto ai vaccini a m-Rna come Pfizer e Moderna, che hanno bisogno di una vera e propria catena del freddo per essere conservati in condizioni ottimali. Anche il Novavax prevede due dosi, da somministrare a distanza di 21 giorni.


Vaccino Novavax, tecnologia più classica rispetto a Pfizer e Moderna

La tecnologia con cui è stato sviluppato il vaccino Novavax è completamente diversa dall'Rna messaggero che ha contraddistinto Pfizer e Moderna. Lo spiega il professor Francesco Castelli, docente di Malattie infettive dell'Università di Brescia: «La tecnologia di Novavax è più tradizionale e classica rispetto a Pfizer e Moderna. Questi ultimi istruiscono la nostra cellula a produrre la famosa proteina spike e quindi di conseguenza stimolano il nostro corpo a produrre anticorpi, mentre Novavax  introduce direttamente la proteina spike inducendo il nostro organismo a rispondere, senza coinvolgere l'Rna».
Il vaccino Novavax è formulato a base proteica e contiene minuscole particelle ottenute da una versione prodotta in laboratorio della proteina spike, presente sulla superficie del SARS-CoV-2. Il vaccino Novavax contiene anche un adiuvante, una sostanza che aiuta a rafforzare le risposte immunitarie. 
La tecnologia più classica, insieme al lungo tempo di sviluppo da parte di un'azienda di biotecnologie specializzata nello sviluppo di vaccini contro gravi malattie infettive, potrebbe indurre tanti no vax alla somministrazione di Novavax.

 

Vaccino Novavax, chi può farlo

Al momento, l'autorizzazione del vaccino Novavax è prevista per la somministrazione solo dai 18 anni in su. Resta da capire se, di fronte all'insidia della variante Omicron, anche per Novavax saranno necessarie tre dosi, come già accade per Pfizer e Moderna. La Commissione europea ha stipulato un accordo per cui agli Stati membri dell'Ue arriveranno fino a 100 milioni di dosi, con un'opzione per altri 100 milioni che saranno disponibili nel biennio 2022-2023.

Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre, 10:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA