Covid, i nuovi sintomi delle varianti: meno febbre e tosse, più stanchezza, nausea e vomito

Mercoledì 14 Aprile 2021
Meno febbre e tosse, più stanchezza, nausea e vomito: così le varianti cambiano i sintomi del Covid

Covid, con il proliferare delle varianti cambiano anche i sintomi. Le continue mutazioni del Sars-CoV-2 implicano anche un cambiamento delle cartelle cliniche dei pazienti, con sintomi dell'infezione che differiscono leggermente rispetto a un anno fa.

 

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Lo dimostrano i dati clinici raccolti dalle varie autorità sanitarie di tutto il mondo. Il Regno Unito, in cui è avvenuta la mutazione che ha portato alla variante inglese, è stato tra i primi paesi a raccogliere dati sui nuovi sintomi del Covid. Le sindromi respiratorie, dalla tosse fino a patologie come polmoniti, sono meno comuni rispetto all'inizio della pandemia. Lo studio britannico che ha interessato 19mila pazienti negli ultimi mesi, dimostra che la metà di questi non mostrava i sintomi finora noti come i più comuni del Covid, come febbre, tosse e perdita di gusto e di olfatto.

 

Allo stesso tempo, dalla seconda ondata in poi emergono nuovi sintomi comuni, come disturbi gastrointestinali. I più frequenti sono vomito e diarrea, sintomi che si erano manifestati nel 2003 con l'epidemia di Sars ma che con il Covid erano stati molto pochi. C'è però una spiegazione: questi disturbi gastrointestinali, dai dolori addominali alla dissenteria, erano presenti anche un anno fa, ma nei pochi casi di giovani e giovanissimi che sviluppavano i sintomi dell'infezione. Ora questi disturbi sono prevalenti, ma questo fenomeno sembra legato principalmente all'abbassamento dell'età media dei malati.

Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 19:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA