Rivolta nel carcere di Santa Maria:
otto poliziotti feriti dai detenuti

Sabato 13 Giugno 2020

È di otto agenti penitenziari feriti il bilancio della rivolta dei detenuti al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Sei agenti sono rimasti feriti quando due extracomunitari del Reparto Danubio, nella tarda serata di ieri, hanno aggredito gli agenti che li portavano in infermeria dopo che uno dei due aveva dato fuoco alla propria cella. Altri due agenti sono rimasti feriti stamani quando è scoppiata la rivolta nello stesso reparto, con decine di detenuti che si sono impossessati del reparto e gli agenti che si sono rifiutati di intervenire per non aggravare la loro situazione, essendo molto già indagati per i presunti pestaggi di detenuti avvenuti il 6 aprile scorso al carcere.. 
 

 

Il capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Bernardo Petralia ha immediatamente chiesto accertamenti urgenti, inviando sul posto i suoi uomini più fidati: nel momento in cui è rientrata la rivolta dei detenuti, infatti, nell'istituto di pena erano presenti il vice capo del Dap Roberto Tartaglia, il provveditore delle carceri campane Antonio Fullone e il procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere, Alessandro Milita

Tartaglia, sottolinea il ministero, «ha visitato il reparto Danubio dove si erano svolti i disordini e ha incontrato una nutrita rappresentanza di personale di polizia penitenziaria che lavora in quel reparto, ascoltando le loro istanze e soffermandosi in particolare sui problemi della struttura e sul lavoro del personale». Successivamente si è svolta una prima riunione alla quale hanno partecipato il provveditore regionale della Campania, la direttrice dell'istituto, il comandante del reparto di polizia penitenziaria e i sanitari presenti. Nel frattempo, su disposizione di Petralia, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria sta inviando oltre 70 unità negli istituti della Campania. Petralia ha inoltre chiesto alla direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dap di disporre l'immediato trasferimento fuori dalla regione dei detenuti coinvolti nei disordini. 
 


Nel reparto teatro della rivolta sono ristretti alcune decine detenuti cosiddetti «problematici», extracomunitari e altri soggetti che in passato si sono resi protagonisti di episodi di intemperanza. All'esterno dell'istituto di pena sono arrivate le forze dell'ordine, tra cui la polizia di Stato. «Uno dei due detenuti che la scorsa notte si sono resi protagonisti dell'aggressione a sei poliziotti della Penitenziaria - dice Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, in un video postato su Youtube - ha colpito ancora: ha aggredito un altro agente che è stato soccorso con un'ambulanza. I poliziotti sono da soli ad affrontare queste emergenze e il ministro Bonafede è completamente assente». 

«I colleghi si rifiutano di andare a fare servizio... l'incriminazione principale è la presunta tortura... se sono indagati per tortura non possono entrare (durante la rivolta, ndr) altrimenti rischiano di aggravare la loro posizione a livello giudiziario», «stanotte sono stati torturati nostri colleghi, presi a sprangate e feriti con le lamette. I torturati siamo noi e non loro», ha detto Vincenzo Palmieri, sindacalista dell'Osapp, rispondendo alle domande dell'Ansa davanti al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Decine di agenti, stamattina, dopo l'aggressione subita da alcuni colleghi stanotte, sono usciti dalla struttura detentiva in segno di protesta per le indagini che li riguardano attinenti i presunti pestaggio in cella dello scorso 6 aprile. 

Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 08:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA