Yilport punta su Brindisi per un terminal crociere

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Francesco RIBEZZO PICCININ
Yilport, la holding turca che ha recentemente ottenuto in concessione il molo polisettoriale di Taranto, vuole investire nel porto di Brindisi. La società, in particolare, vorrebbe ottenere una concessione per attrarre e gestire, inizialmente, il traffico crocieristico e poi anche quello Ro-ro. Proprio nelle scorse ore, e per la precisione nel pomeriggio di ieri, l'operatore, presente in diversi porti del mondo, dalla Scandinavia alla Penisola Iberica, dalla Turchia al Sud America, ha protocollato presso l'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale una manifestazione d'interesse per diventare terminalista nello scalo brindisino.

L'idea è quella di gestire il terminal, che nelle intenzioni di Yilport dovrebbe essere realizzato nel capannone ex Montecatini, con un partenariato pubblico-privato insieme all'Autorità di sistema, valorizzando gli aspetti di archeologia industriale del manufatto e dotandolo di tutti i servizi e di diverse attività commerciali, ed attirare nel porto del capoluogo messapico quante più compagnie crocieristiche possibile, implementando al massimo questo tipo di traffico. Anche grazie agli spazi notevoli a disposizione nell'area di Sant'Apollinare ed alle future nuove banchine, sempre a Sant'Apollinare, per la cui realizzazione Yilport sarebbe a quanto pare disposta a studiare un progetto di investimento comune con l'Autorità di sistema portuale.
Ma questo sarebbe solo l'inizio perché, come detto, la holding turca potrebbe verosimilmente anche cominciare ad occuparsi del settore ro-ro, attirando ulteriori traffici nello scalo brindisino.

La decisione di inviare formale manifestazione d'interesse è stata presa nelle scorse ore dopo una serie di sopralluoghi nel porto, che hanno convinto l'operatore a muoversi in questo senso, anche alla luce della posizione favorevole dello scalo, baricentrica rispetto al Salento ed alla Valle d'Itria, mete turistiche sempre più attrattive.
Non solo. L'operatore, infatti, avrebbe ritenuto molto positiva in termini di potenzialità anche la presenza e l'estrema vicinanza dell'aeroporto, tanto da avere palesato l'intenzione di attivare, se l'accordo si farà, un collegamento diretto tra lo scalo marittimo e quello aereo. Possibilità della quale si discute ormai da decenni ma che, fino ad oggi, nessuno è mai riuscito a concretizzare.

Ma che la holding turca potrebbe riuscire a realizzare. Si tratta, infatti, di una realtà economica particolarmente importante: Yilport, società del gruppo Yildirim, è il dodicesimo operatore portuale al mondo, con l'obiettivo di diventare il decimo entro il 2025. La società, che nel 2018-2019 ha vinto il premio Port Operator Award dei Lloyd's, ha avviato le sue attività nel 2004 nell'home port di Gebze, in Turchia, per poi espandersi in altri tre porti turchi, ad Oslo, Gavle, Stoccolma Nord, nove porti tra Spagna e Portogallo, due porti in Sud America (Puerto Bolivar in Bolivia e Paita in Perù) e due nel Mediterraneo (a Malta ed a Taranto).

Proprio nello scalo ionico la holding turca ha ottenuto, poco più di un anno fa, la concessione del molo polisettoriale, prevedendo un piano di investimenti da oltre 400 milioni per 49 anni. Il San Cataldo Container Terminal rappresenta il 22esimo terminal nel portafoglio del gruppo, la cui attività è ripartita dopo diversi anni di stop con il primo attracco, il 12 luglio scorso, di una nave feeder.

E del resto, sul medio-lungo periodo, l'ampliamento degli interessi di Yilport nello scalo brindisino anche al traffico merci potrebbe rappresentare una ulteriore occasione di sviluppo, considerato che la holding possiede una quota importante di Cma Cgm, terzo al mondo tra gli operatori del trasporto globale di container. Ultimo aggiornamento: 08:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA