La xylella avanza verso ovest, direzione Matera: altri 80 nuovi ulivi infetti

Giovedì 5 Dicembre 2019 di Maria Claudia MINERVA
Ormai è una deriva inarrestabile: altre 80 piante sono risultate positive alla xylella fastidiosa. Continua l'avanzata del batterio con nuovi ulivi infetti: 71 in provincia di Brindisi e 9 a Taranto, con un ulteriore lieve spostamento sempre più verso ovest. Questa la fotografia dei risultati che fanno riferimento al quarto aggiornamento del monitoraggio avviato nell'agosto scorso.

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«Sono stati pubblicati 4 certificati Selge - rende noto Infoxylella.it - 282, 286, 289 e 292 per complessive 80 piante infette tutte rilevate nell'attuale zona di contenimento. Dalla lettura dei dati emerge in particolare che per la prima volta nell'attività di monitoraggio è stata individuata una pianta infetta di asparago selvatico in un focolaio di Ostuni; e che le piante infette rilevate in agro di Crispiano segnano con un valore di longitudine di 17,29° un ulteriore piccolo avanzamento del batterio verso ovest».

Nello specifico la mappa dei positivi è la seguente: 59 infetti a Ostuni, 7 a Crispiano, 7 a Carovigno, 3 a Ceglie Messapica, 2 a Cisternino, 1 a Montemesola, 1 a Grottaglie. «Le nuove infezioni accertate confermano che continua la virata e l'avanzata della malattia sul fronte tarantino verso Matera - denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia - e disegnano uno scenario oscuro già visto nei casi di Oria e Francavilla, dove per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al Tar, sono morti 3100 alberi, consentendo al vettore di continuare ad infettare migliaia di esemplari anche monumentali, così come sta aumentando il numero di ulivi infetti conclamati a Fasano».

Il timore è che anche la provincia di Brindisi possa diventare come quella di Lecce, dove la batteriosi ha trasformato il territorio in un deserto. «La xylella è certamente la peggior fitopatia che l'Italia potesse conoscere, che cammina ad una velocità impressionante, considerato che in 6 anni il danno del patrimonio olivetato ha superato 1,6 miliardi di euro - sottolinea il presidente Muraglia -. Continua a mancare una strategia condivisa e univoca per fermare la malattia» dice ancora Muraglia.

Si paventano danni ulteriori e ingenti soprattutto nel nord della Puglia, dove si produce la stragrande maggioranza dell'olio extravergine pugliese. Anche l'Efsa (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha lanciato l'allarme sulla diffusione della xylella che minaccia tutta l'Ue. «Sotto accusa ci sono anche le responsabilità comunitarie a partire sottolinea la Coldiretti dal sistema di controllo con frontiere colabrodo che nel 2013 hanno lasciato passare il batterio della xylella. Ora serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale anche con l'avvio di una apposita task force».


Sulla questione intervengono i deputati pugliesi di FI, Vincenza Labriola e Mauro D'Attis che denunciano: «Il batterio avanza e la politica resta immobile. Abbiamo scoperto che mancano ancora i decreti attuativi della legge emergenze attesi tra il 29 giugno e il 29 luglio». I due parlamentari annunciano la presentazione di una mozione «affinché non si continui ad ammazzare un territorio nell'indifferenza della politica, buona solo a mantenersi la poltrona».

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