Xyella, i roghi del sud Salento sempre più vicini alla piana degli ulivi monumentali

Lunedì 21 Settembre 2020 di Oronzo Martucci

«Chiunque egli sarà, chiediamo che il nuovo presidente della Regione si presenti con un nuovo metodo di lavoro per la progettazione e la pianificazione strategica della ricostruzione e della rigenerazione dei paesaggi agrari e rurali e per la gestione dell’emergenza xylella in Puglia»: è questo il senso dell’invito-appello lanciato dal’Associazione Libero comitato anti xylella che raggruppa imprenditori e studiosi che operano in particolar modo nell’area del Nord Salento e che hanno l’obiettivo di aiutare le attività istituzionali di chi ha il compito di salvare il paesaggio e operare con strumenti adeguati a contenere l’avanzata della xylella, scongiurando che le fiamme del Sud Salento, con i roghi alle porte della provincia di Brindisi, si avvicinino alla Piana degli ulivi secolari. Di fatto si tratta di un invito appello che sinora non ha ottenuto risultati, visto che le diverse indicazioni offerte nei mesi scorsi sono rimaste lettera morta.
 «Questo Paese a livello nazionale, regionale e locale non ha ancora capito che una Pianificazione Strategica di medio-lungo periodo va ben oltre i 5 anni di durata dei Governi regionali, e delle certezze temporali di qualunque Governo nazionale. La Pianificazione Strategiche dei territori, i Piani di Sviluppo Regionali, i Piani per qualunque settore (dall’ambiente, ai servizi, alle infrastrutture per arrivare anche ai Piani per agricoltura particolarmente disastrata nella Regione Puglia) dovranno avere una visione con un traguardo di almeno 20, 30 anni, e pensare anche ai cambiamenti climatici previsti per i prossimi 50 anni», si legge nella lettera aperta inviata dal Libero comitato anti xylella ai candidati alla presidenza della Regione. 
«Avremo a breve un nuovo, o una nuova Presidente della Puglia, le singole proposte presentate in campagna elettorale per chi vince potranno avere un senso se riguarderanno azioni realizzabili nei cinque anni di mandato, mentre tutta la Pianificazione Strategica dei nostri territori compreso il Piano di Sviluppo Regionale dovrà vedere la partecipazione e la responsabilità dell’intero Consiglio Regionale e di tutti gli Attori Istituzionali e non, necessari alla realizzazione dei Piani per il Futuro», viene evidenziato nella nota del Comitato. «La riuscita o meno di Piani per il Futuro non dovranno essere alibi per nessuno: né per chi governa, che potrà dire non mi fanno governare; né per chi è all’opposizione, che potrà dire che chi è al governo non sa governare. Con questo metodo sino ad oggi hanno perso cittadini, territori, ambiente e le stesse aziende ed imprese che animano la nostra economia», sottolinea il presidente del Comitato Carmela Riccardi.
 Partendo da questi presupposti il Comitato anti xylella si chiede e chiede: «Al prossimo Presidente della Regione Puglia interesseranno i Piani di Sviluppo e di Rigenerazione anche per l’Olivicoltura e l’Agricoltura? Penserà davvero il nuovo Presidente che tale Pianificazione sarà realizzabile solo con i propri “amici”, siano essi anche imprenditori e consulenti? Gli amici non bastano e neppure le azioni di piccolo cabotaggio, perché “per progettare il futuro occorre coinvolgere anche le migliori menti, senza chiedere loro alcun “passaporto” elettorale». 
«La nostra Associazione ormai parla al vento e al fuoco. Nell’Alto Salento e nella Piana dei secolari divampa l’epidemia e già arriva l’odore acre delle piante bruciate del Salento. Tutto il Consiglio Regionale se vorrà veramente bene alla Puglia dovrà cambiare metodo di lavoro e lavorare insieme, per il bene del nostro Piano di Sviluppo Regionale. Se non lo faranno, non avremo piani per il futuro e per la rigenerazione Agraria della nostra Puglia, che costituisce il fondamento della nostra cultura, della nostra economia e del nostro turismo sostenibile ed identitario», aggiunge Carmela Riccardi.
Vi è infine una critica chiara a tutti i candidati alla presidenza: «Non abbiamo capito le proposte specifiche dei candidati presidenti alla Regione sullo scempio agroambientale ed economico che avanza dal Salento, all’Alto Salento, al Barese nel silenzio assordante di tutti gli attori coinvolti, istituzionali e non, cittadini compresi. Abbiamo bisogno di proposte dettagliate e di ampio respiro e di relativi e tempestivi finanziamenti, a partire da chi sino all’altro ieri ha raccolto le olive e le ha trasformate, a partire da chi produceva. Abbiamo bisogno di rigenerare l’intero territorio agrario della metà della Puglia». Insomma, gli slogan non bastano più qualunque sia la parte che avrà il compito di governare. È noto che l’85 per cento della produzione olivicola della provincia di Lecce e del Sud della provincia di Brindisi è stata annullata dalla xylella, un batterio che ha distrutto la produzione e insieme le piante, cambiando il paesaggio che è il vero valore del Salento, I rischi di una distruzione del Nord della Provincia di Brindisi e dell’area jonica e della Valle d’Itria, sono sempre più evidenti posto che il batterio sta avanzando e che le attività di contrasto definite con il nuovo regolamento Ue dell’agosto scorso vengono considerate inadeguate dagli esperti. Nel frattempo la politica fa poco o utilizza slogan. Ecco perché il Comitato anti xylella chiede chiarezza, oltre gli slogan a chi avrà il compito di governare e di effettuare i controlli istituzionali.

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