Voto di scambio: «I soldi da Brindisi»

Venerdì 21 Giugno 2019 di Roberta GRASSI
C'è uno stralcio dell'inchiesta sul Comune di San Pietro Vernotico che riguarda presunte ipotesi di compravendita di voti con denaro proveniente, a quanto asserito, da Brindisi città. E in questo stralcio, contenuto negli atti di indagine che sono stati dati in copia agli avvocati e marginalmente citato nell'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa nei confronti del sindaco Pasquale Rizzo, compare il nome di un altro amministratore: si tratta dell'assessore alle Attività produttive, Michele Tommaso Lariccia.

Nei suoi confronti non sono stati emessi avvisi di garanzia, tuttavia è al centro di intercettazioni telefoniche tuttora al vaglio dei militari del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Brindisi e del pm Luca Miceli, che continuano ad approfondire l'argomento.
«Ehi Michele sentimi qua - dice una persona al telefono - c'è da pagare, mo è venuto in sede I». Risponde Lariccia: «Digli a I di portare.. di portare la scheda elettorale però. Digli che i soldi praticamente noi li diamo sulla scheda sulla base della scheda elettorale, che porta la scheda elettorale con il timbro di domenica scorsa». In un confronto successivo con lo stesso I, viene specificato che i soldi sarebbero dovuti arrivare da Brindisi: «E lo so, non ci posso fare niente, devono arrivare da Brindisi, non è che sono miei, la settimana prossima quando arrivano ti vengo a cercare io davanti al bar ti sistemiamo, non ti preoccupare. Va bene?».

E poi ancora: «La scheda elettorale con il timbro, altrimenti i soldi non li possiamo dare».
Si parla anche di rappresentanti di lista, ma per gli investigatori il denaro, circa 50 euro, sarebbe stato utilizzato per acquistare voti utili per le scorse amministrative. Le conversazioni risalgono infatti all'arco temporale antecedente e successivo alla campagna elettorale delle elezioni comunali che hanno interessato il Comune di San Pietro Vernotico. Specificano i finanzieri che l'esito di tale votazione portava al successo del candidato Pasquale Rizzo, sostenuto in lista da Lariccia.

Non vi sono contestazioni (sul punto) che riguardino il sindaco di San Pietro, ai domiciliari per la sola accusa di concorso in bancarotta fraudolenta in merito al crac della società partecipata Fiscalità Locale, che si occupava della riscossione dei tributi.
Secondo gli investigatori le telefonate captate paleserebbero una presunta illecita condotta posta in essere da Lariccia, tesa ad ottenere il riconoscimento di voti elettorali, da soggetti reclutati occasionalmente, in cambio della promessa di somme di denaro. Anno domini, 2018.

«Ehi Michè dice una persona a Lariccia ascolta, poi ci stanno questi altri ragazzi, sei sette ragazzi. Per una cento euro lo votano ha detto». Lariccia risponde: «No no, poi vediamo dai, non facciamo ragionamenti, lascia stare». Per gli inquirenti Lariccia sebbene dapprima riferisce di non fare ragionamenti in merito, successivamente si ravvede dicendo che se ne sarebbe parlato l'indomani.
Da una diversa conversazione, restando sul nodo principale dello stralcio sui voti emerge anche l'ammontare delle singole elargizioni: «Salvatò ma di Mauro quanti che ti devo dare?», dice Lariccia. Ok poi più avanti nel dialogo: «Cinque per sei trenta, a uno li devo dare, basta che li cancellate poi, casomai me li fate pagare dieci volte». Stando ai calcoli fatti l'importo dovrebbe aggirarsi attorno ai 50 euro per ogni persona citata.

Per i militari della guardia di finanza non ci sarebbe alcun dubbio: Il contenuto delle conversazioni è riportato nelle conclusioni ha evidenziato una presunta illecita condotta posta in essere da Michele Tommaso Lariccia, tesa a ottenere il riconoscimento di voti elettorali in cambio della promessa di somme di denaro, durante la campagna elettorale conclusa con le elezioni del 10 giugno 2018. Il reato inizialmente ipotizzato è la corruzione elettorale. Per questa ipotesi sono state denunciate in tutto sei persone. Ultimo aggiornamento: 10:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA