Locali, alloggi e piscine: tutta la lista dei beni in vendita nella città di Brindisi

Venerdì 16 Ottobre 2020 di Francesco TRINCHERA

Un piano di alienazioni da otto milioni di euro, da cui il Comune di Brindisi conta di ricavarne subito poco più di due. Ieri mattina a palazzo di città, all'interno della sala Mario Marino Guadalupi, è stata presentata la proposta dell'ente riguardo alla vendita dei beni di sua proprietà, come alloggi popolari e locali commerciali ma anche farmacie e piscine comunali. I dettagli sono stati illustrati dall'assessore al Bilancio Cristiano D'Errico e dalla dirigente al Patrimonio Gelsomina Macchitella.

L'assessore ha spiegato che, rispetto a quanto era previsto nel piano di riequilibrio pluriennale prima che scoppiasse la pandemia di Covid-19, l'importo sarà rimodulato. «Avevamo previsto ha specificato D'Errico circa 14 milioni dall'alienazione degli immobili. Nella nuova riparametrazione ed aggiornamento abbiamo messo in vendita beni per circa 8 milioni di euro tra locali commerciali, servizi tra i quali le piscine ed abitazioni».
In particolare, per quanto riguarda gli impianti sportivi il componente della giunta guidata da Riccardo Rossi ha detto che a breve sarà messa in vendita la piscina di Sant'Elia così come quella di contrada Masseriola, quest'ultima una volta che saranno risolte delle questioni tecniche (si parla della sistemazione dell'impianto fotovoltaico). Per lo stesso impianto ci sarebbero anche delle manifestazioni di interesse.

Da parte dell'assessore c'è stata anche una stima sull'importo che si potrebbe ottenere. «Presumiamo ha spiegato - che dalla vendita di questi immobili ad oggi potremmo incassare due milioni di euro».
Lo stesso D'Errico si è anche soffermato sui cambiamenti che sono intervenuti a causa della pandemia, rivoluzionando anche il cammino di questo piano. «La macchina amministrativa ha aggiunto - per quel che riguarda l'alienazione delle immobili si è fermata a causa del Covid, non per inerzia. Sarebbe stato improponibile chiedere alle persone di acquistare le abitazioni o le attività commerciali quando ancora non si sapeva che sarebbe successo con la malattia che ha sconvolto tutte le attività produttive». In questo contesto si pone anche la nuova modalità scelta dall'ente di piazza Matteotti.

«Abbiamo pensato ha proseguito l'assessore - ad una procedura alternativa che non fosse un vero e proprio bando ma una raccolta di disponibilità. Ad oggi per quel che riguarda gli immobili abitativi, circa 500, abbiamo avuto riscontro da 59 inquilini che se dovessimo riuscire a portare a termine entro il 31 dicembre potrebbero permetterci di incassare circa un milione di euro».


La restante parte di circa un milione di euro «riguarda servizi ed attività commerciali». Numeri che soddisfano D'Errico. «Mi sembra ha concluso - un buon passo in avanti. La città sta rispondendo nonostante le grosse difficoltà». Ulteriori dettagli sono stati forniti dalla dirigente Macchitella che ha indicato le due procedure che sono state messe in atto. «La prima procedura - ha esordito - riguarda i beni di cui già in passato era stata tentata la vendita: non si configura più come asta ma come procedura di evidenza pubblica in cui si presenta un'offerta libera». Sulla base dell'interesse manifestato per il bene, quindi, si andrebbe a vedere il prezzo a cui si è disposti ad acquistarlo. Il passaggio successivo sarà il parere di congruità in relazione agli immobili, anche per evitare che la somma offerta sia troppo bassa. Per i restanti immobili che rientrano nel piano la procedura sarà sempre quella dell'asta pubblica. «Sul sito entro domani (oggi, ndr) dovrebbe essere pubblicato l'elenco di tutte le procedure per cui dovremmo aiutare chi è interessato a capire che cosa è in vendita». È previsto, infatti, che sarà allegata anche la documentazione necessaria. Per quel che riguarda le farmacie comunali, inoltre, l'idea è di riproporre il bando senza grossi cambiamenti, sulla base di una perizia che è stata effettuata dagli uffici comunali.

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