Gabbiotti della security spazzati via dal vento: indagati a Brindisi il presidente e un dirigente dell'Autorità di sistema portuale

Uno dei container spazzati via dal vento
Uno dei container spazzati via dal vento
di Francesco RIBEZZO PICCININ
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Venerdì 25 Novembre 2022, 05:00

Ci sono due indagati per l’incidente verificatosi nella notte tra il 4 e il 5 novembre scorsi nel porto di Brindisi quando, a causa del forte vento, due container utilizzati temporaneamente per i controlli di sicurezza al varco doganale di Costa Morena Est sono stati scaraventati a diversi metri di distanza, ferendo una guardia giurata ed un finanziere.

Indagati e ipotesi di reato

Si tratta, per la precisione, del presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale Ugo Patroni Griffi e del dirigente del dipartimento per l’Esercizio dei porti di Brindisi e di Monopoli Aldo Tanzarella. Gli avvisi di garanzia, con l’ipotesi di reato di crollo colposo, sono stati notificati ieri mattina, quando si è svolta in porto una ispezione dei luoghi per provare a comprendere la dinamica dell’incidente, alla presenza dei militari della guardia di finanza, del pubblico ministero titolare dell’indagine Luca Miceli, che era di turno nelle ore in cui è avvenuto il fatto, e del pubblico ministero titolare dell’indagine sulla recinzione portuale e sulle opere di security Raffaele Casto

L'inchiesta sulle opere della security portuale

Proprio nell’ambito di quest’ultima inchiesta, oggi a processo, furono sequestrati a novembre del 2018 i varchi portuali ed altre opere inserite nel circuito di security. E così, per evitare la paralisi totale del porto, si trovò una soluzione temporanea con l’installazione di diversi box prefabbricati a fare le veci dei veri e propri gabbiotti. Box il cui utilizzo era stato comunicato, a dicembre dello stesso anno, a tutti gli enti coinvolti, compreso il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche di Campania, Molise, Puglia e Basilicata. L’utilizzo di queste strutture era stato autorizzato tramite un permesso provvisorio che, tuttavia, secondo quanto prescritto dal Provveditorato stesso sarebbe scaduto a marzo del 2019. Così, alla fine, la soluzione temporanea ha ottenuto il via libera anche del Comune, con apposita delibera di giunta, e della Regione.

L'incidente causato dal maltempo ed i feriti

E sono stati proprio due di questi container ad essere spazzati via, nella notte tra il 4 ed il 5 novembre scorsi, da una piccola tromba d’aria che si è abbattuta sul varco di accesso di Costa Morena Est. Disancorate dalla base, le due strutture in lega leggera sono state scaraventate a diversi metri di distanza. Un gabbiotto è finito a ridosso di un guardrail, mentre l’altro ha continuato a “viaggiare” nella scia di una tromba d’aria verso una banchina del porto sottostante (l’area carboniera), depositando la struttura - rimasta rovesciata su se stessa - nei pressi di un canneto. Attimi che per una guardia giurata (una donna trentenne dipendente della Securpol Puglia) e un giovane finanziere sono stati spaventosi. Scampati al pericolo, ma comunque feriti, i due addetti hanno informato dell’accaduto i propri superiori mentre sul posto si recava un’ambulanza del 118 per le cure del caso.

L'indagine affidata al pm di turno

Dopo quanto accaduto, sul posto si sono recati anche i vigili del fuoco, la polizia e gli uomini della Capitaneria di porto. Il giorno successivo, poi, un altro sopralluogo è stato effettuato per tutti gli accertamenti del caso ma anche per la rimozione dei due container ed il ripristino della funzionalità dell’area. Nel frattempo, però, è partita l’indagine, coordinata dal pm Miceli che, proprio ieri, ha provato insieme ai militari della guardia di finanza a ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto.

La reazione dei sindacati

Un incidente che ha sollevato non poche polemiche nell’ambiente sindacale. Nei giorni successivi, infatti, il segretario generale della Cisl di Brindisi e Taranto Gianfranco Solazzo ed il rappresentante della Fisascat Cisl Luigi Spinzi, avevano sottolineato la mancanza di sicurezza di quei prefabbricati, che non sono ancorati al terreno, chiedendo di chiarire le responsabilità dell’accaduto. Un incidente, avevano sottolineato, che ripropone «in tutta la sua gravità la questione della prevenzione della sicurezza nei luoghi di lavoro». I due sindacalisti avevano concluso sostenendo che «mai nulla può né deve essere tralasciato quando si tratta di prevenzione della sicurezza e, nel caso di specie, la tolleranza di precarietà infrastrutturali come quelle osservate ripropone la mai risolta questione dei controlli da parte degli enti strumentali di territorio preposti, che non hanno certamente la missione di intervenire solo quando accadono eventi tragici».

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