Ultimo viaggio per la bimba di 4 anni morta nell'auto impazzita della madre: lo strazio della famiglia

Giovedì 5 Settembre 2019 di Maurizio DISTANTE

In paese, a Latiano, sulle plance usate per affiggere i manifesti mortuari ancora non compare il nome di Aurora Andrisano, la bambina di 4 anni deceduta in seguito ai traumi riportati nell'incidente nel quale è rimasta coinvolta la madre, al volante della Fiat Grande Punto finita contro una spalla di cemento lungo la via San Vitale Ovest, nei pressi di Medicina, nel bolognese, e la sorella maggiore di 14 anni, ed è ancora come se la tragedia non fosse mai accaduta.

Un dolore silenzioso sta ammantando in queste ore la cittadina brindisina: la famiglia è chiusa nel suo dolore e nessuno vuole parlare della grave perdita che ha colpito mamma Annalisa, papà Domenico e la sorella di Aurora, un'adolescente di 14 anni. La 32enne Annalisa Tonfò e sua figlia maggiore sono ricoverate all'ospedale Maggiore di Bologna, in condizioni ritenute dai medici gravi (sono in prognosi riservata) ma non tali da far temere per la loro vita. Al momento dell'incidente, a bordo dell'auto viaggiavano le tre donne di casa: la dinamica dello schianto mortale è tuttora al vaglio degli inquirenti; al termine degli accertamenti di rito, si saprà la data del funerale di Aurora che, con ogni probabilità, sarà celebrato a Latiano.

La famiglia Andrisano mancava da pochi mesi dalla Puglia: il 35enne Domenico, agli albori del 2019, aveva trovato un lavoro come operaio presso la Profilati di Fossatone, portando con sé la moglie Annalisa e la figlia più piccola, Aurora: la maggiore era rimasta in Puglia per ultimare il ciclo di studi presso la locale scuola media e per passare quella che sarebbe dovuta essere l'ultima estate latianese prima di cominciare una nuova vita nel bolognese, dove avrebbe frequentato il primo anno del liceo artistico. La ragazzina, infatti, aveva raggiunto i genitori e la sorellina solo da pochi giorni.

Gli Andrisano avevano scelto di trasferirsi al Nord, come tanti da queste parti, alla ricerca di un futuro migliore e di una stabilità economica e lavorativa che al Sud è spesso una chimera: la stessa Annalisa, la sera della tragedia, era di rientro a casa dopo essere stata alla ricerca di un impiego da barista, in alcuni locali della zona. Da quando era arrivata a Medicina non era rimasta con le mani in mano, dandosi da fare come collaboratrice domestica presso alcune famiglie del circondario. La voglia di una maggiore indipendenza, però, l'aveva spinta a cercare qualcosa di diverso, spinta anche dalla benevolenza guadagnata tra vicini e conoscenti nei mesi passati nel bolognese. La tragedia, però, ha sconvolto i piani della famiglia, costringendo tutti a fare i conti con un dolore impossibile solo da immaginare, figurarsi da sopportare.

Unico a trovare qualche parola in un momento così terribile è stato il sindaco di Latiano, Cosimo Maiorano, che ha espresso la vicinanza della comunità alla famiglia e ha invocato maggiore attenzione per il Mezzogiorno, i cui figli da decenni sono costretti a migrare verso Nord non certo per cercare fortuna, intesa come ricchezza, ma solo per poter ottenere una stabilità e un'indipendenza che troppo spesso, qui, viene negata. «La comunità latianese afferma Maiorano si stringe attorno alla famiglia della piccola Aurora in questo momento di straziante dolore. La tragedia si è verificata mentre una giovane mamma era in giro per cercare un lavoro utile a crescere al meglio le sue bambine, per di più lontano diverse centinaia di chilometri da casa e dagli affetti: serve un maggiore impegno dei decisori politici nazionali per evitare questi viaggi della speranza. Il lavoro e la salute sono due aspetti cruciali nella vita delle persone e sono due dei motivi principali per i quali la gente del Sud è costretta ad andare al Nord: bisogna invertire questo trend al più presto. Ora, però, è il momento del dolore e del silenzio per la piccola Aurora che non c'è più, per papà Domenico, per mamma Annalisa e per la sorellina cui, invece, resterà solo il ricordo dolce e amaro di una bimba sempre sorridente».

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