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Agguato a colpi di kalashnikov, due condanne a trent'anni

Il luogo dell'agguato
Il luogo dell'agguato
2 Minuti di Lettura
Venerdì 21 Maggio 2021, 21:55 - Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 00:13

Condanna definitiva a trent'anni di reclusione per il mandante dell'omicidio e uno dei killer di Francesco Galeandro, il 47enne di Pulsano, in provincia di Taranto, assassinato il 22 luglio del 2016 a colpi di kalashnikov in un agguato di mala. Trent'anni sono stati inflitti in Cassazione al pulsanese Maurizio Agosta, indicato dagli inquirenti come il mandante dell'agguato avvenuto alla periferia di Pulsano. Stessa condanna per il francavillese Giuliano Parisi, ritenuto esecutore materiale dell'omicidio. In appello, invece, era giunta la condanna a 18 anni per il secondo uomo del commando. Si tratta del pulsanese Nicola Mandrillo che, dopo l'arresto, ha scelto di collaborare con la giustizia.

L'agguato

Francesco Galeandro venne eliminato a colpi di fucile mitragliatore la sera del 22 luglio di cinque anni fa, mentre era a bordo della sua smart. I killer si appostarono dietro un muretto nei pressi dell'abitazione di famiglia e bersagliarono di proiettili la vettura. La pioggia di fuoco e piombo non diede scampo alla vittima. Secondo gli investigatori dei carabinieri, l'omicidio venne commissionato per regolare dissapori nell'ambito del mondo dello spaccio di droga.

Il processo

I primi arresti dei carabinieri giunsero a distanza di due mesi dall'esecuzione. Dopo le manette, Nicola Mandrillo, braccio destro di Agosta e ritenuto esecutore materiale dell'omicidio, scelse di collaborare. Le sue dichiarazioni consentirono di puntellare il quadro accusatorio ricostruito dai carabinieri del reparto operativo del comando di Taranto e di allargare le indagini a complici e fiancheggiatori. Undici le persone che rimasero coinvolte nella successiva retata. Posizioni che sono state definite nei tre gradi di giudizio. Ieri gli ultimi verdetti diventati definitivi con la sentenza della Corte di Cassazione, che ha rigettato i ricorsi ed ha confermato le condanne decretate in Appello. 

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