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Spari contro l'auto di un operaio, giallo all'alba

Spari contro l'auto di un operaio: è giallo

Spari contro l'auto di un operaio, giallo all'alba
di Salvatore MORELLI
2 Minuti di Lettura
Venerdì 9 Aprile 2021, 17:14 - Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 06:04

Si torna a sparare per le strade del quartiere Sant'Elia, a Brindisi. Vittima, questa mattina all'alba, un operaio 27enne di Brindisi che a bordo di una Renault “Megane” si apprestava a raggiungere il posto di lavoro poco dopo le 6. L'agguato è avvenuto in via Pio Semenghini. Il giovane, incensurato, aveva da poco lasciato il portone di casa quando ha sentito l'eco di due colpi d'arma da fuoco (un fucile a pallini si scoprirà più tardi) raggiungere la sua vettura: i pallini hanno per fortuna colpito solo la portiera del lato passeggero. L’operaio, da solo in auto, è rimasto quindi illeso, ma molto spaventato per quanto accaduto.

Le indagini

A quell'ora, anche a causa del “coprifuoco” notturno dovuto all'emergenza da Covid-19, non c'era nessuna per le strade del quartiere Sant'Elia. Il 27enne, dopo aver preso visione del danno - un'ampia “rosa” di buchi lasciati da quel fucile poco sotto il finestrino - ha poi chiesto aiuto al centralino della Questura che ha immediatamente inviato sul posto una pattuglia della Sezione Volanti. Poco dopo sono arrivati in via Semenghini anche i colleghi della Squadra mobile e gli esperti della Scientifica per cercare di approndire l'episodio. Ora la Renault “Megane” si trova sotto sequestro e non ci sono testimonianze su quanto accaduto. Gli investigatori stanno comunque cercando dettagli attraverso alcune telecamere di videosorveglianza della zona. Non si esclude che l'ignoto attentatore sia arrivato in via Semenghini a piedi, conoscendo bene le abitudini dell'operaio. Da quanto emerso finora, nei confronti del 27enne non ci sarebbero stati nei giorni precedenti all'agguato episodi come minacce o motivi che potessero lasciar pensare che un misterioso personaggio potesse armarsi all'alba di un fucile per colpire. Nulla viene comunque escluso nelle indagini avviate immediatamente dalla Squadra mobile, agli ordine del vice questore Rita Svedigliozzi, per cercare di risalire all'autore di un “messaggio” così inquietante.

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