Slip e foto hard sull’auto: ossessionata dal vicino di casa

Slip e foto hard sull’auto: ossessionata dal vicino di casa
Perseguita per circa un anno la giovane vicina di casa lasciandole sull’auto biancheria intima e foto pornografiche, condannato per molestie un contadino di 70 anni. Una giovane donna ha scoperto di essere l’oggetto delle morbose attenzioni del suo vicino di casa, un agricoltore di 70 anni, condannato per molestie.
Questa storia trova conclusione con una sentenza di condanna pronunciata dal giudice del Tribunale di Brindisi, Barbara Nestore, nei confronti di un 70enne residente a Latiano. L’uomo dovrà pagare con una pena dell’ammenda di 500 euro oltre al risarcimento danni in favore della parte offesa da liquidarsi in separata sede. I fatti contestati risalgono al 2012, la vittima difesa dall’avvocato Angelo Montesardi. Un giorno di punto in bianco qualcuno ha cominciato a recapitarle strane regalie. Ogni mattina la donna trovava sul parabrezza dell’auto un oggetto diverso, talvolta un reggiseno, talvolta un paio di slip da donna, altre volte ancora pupazzi di peluches, sin’anche alcune foto pornografiche. «Più i giorni passavano, più la situazione diventava insostenibile - racconta l’avvocato della donna -. La mia assistita si sentiva perseguitata, ogni mattina usciva da casa sapendo di trovare qualcosa sull’auto. Poi gli episodi si sono fatti più frequenti insinuando in lei il sospetto che ci fosse davvero un molestatore». Un giorno la donna trova persino un barattolo di pomodori pelati accompagnato da un biglietto: “Tu e tuo figlio farete questa fine”.
A questo punto la donna nonostante la paura decide di vederci chiaro e piazza una telecamere amatoriale sulla porta della sua abitazione e la punta in direzione dell’auto parcheggiata. L’occhio elettronico così riprende il molestatore e riguardando il filmato la donna scopre un uomo di una certa età che la mattina intorno alle 5 passa sotto la sua abitazione a bordo di un trattore e lascia il “perverso regalo”.
 
La vittima non riconosce il protagonista del filmato e decide di sporgere denuncia contro ignoti al commissariato di Mesagne dove consegna la registrazione della sua telecamera. Saranno le successive investigazioni della polizia a identificare con certezza l’uomo nelle immagini quale suo vicino di casa. «Assurdo, la mia assistita non aveva mai avuto a che fare con questa persona - racconta l’avvocato Montesardi -. Non si salutavano neppure, per questo lei non si ricordava di lui che abitava a 30 metri da casa sua». Una volta identificato il molestatore è stato rinviato a giudizio e condannato.
«È stato un incubo per questa donna vivere sapendo di avere addosso lo sguardo morboso di qualcuno - spiega ancora l’avvocato -. Per un anno la vittima ha dovuto cambiare le sue abitudini. Ogni sera, dopo aver finito di lavorare, la donna si faceva accompagnare a casa dal fratello. Nonostante questo ha avuto il coraggio di denunciare, di fermare il suo molestatore. In un momento storico come questo che stiamo vivendo, dove storie simili sfociano in tragedie, il coraggio di questa donna va raccontato affinchè sia da esempio alle altre e si capisca cosa significa vivere nell’incubo della persecuzione».
 
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Giovedì 11 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 11:50